Segui QdM Notizie

Il caso La Jesina Pallanuoto lancia l’allarme, a rischio l’attività agonistica

Ancora nessuna certezza per la piscina, il presidente Gigio Traini ha convocato un’assemblea lunedì 30 settembre, giorno in cui scade il termine per l’iscrizione al torneo di serie C, anche il Sindaco è impegnato per trovare una soluzione

Jesi – L’allarme suona fragoroso in città. La Jesina Pallanuoto, fresca di festeggiamenti per il decennale dell’attività agonistica (33 totali di pallanuoto a Jesi), rischia di dover alzare bandiera bianca.

Due lustri di gioie sportive, di aggregazione, di crescita all’insegna di valori autentici, ma anche di problemi logistici da affrontare quotidianamente, alla ricerca degli spazi vitali per potersi allenare, giocare, divertirsi.

La questione degli impianti natatori è annosa e nota a tutti, non certo da ieri, ma ora si è avvicinato in modo inesorabile il punto di non ritorno, con l’impossibilità non solo di programmare il futuro ma anche di vivere il presente.

Dopo l’esilio forzato dalla Bocchini di via del Molino, i granata avevano trovato casa principalmente nella piscina di Chiaravalle, sotto la guida di Cogepi (Consorzio gestione piscine). Il cambio di gestore e l’arrivo di Team Marche, già in carica a Jesi, Moie e Osimo, ha cambiato la prospettiva. L’esigenza della Jesina di confermare spazi e condizioni economiche finora non ha trovato punti d’incontro con le richieste di Team Marche, in una trattativa iniziata nel mese di luglio.

Intanto, però, le scadenze federali incombono, e alle 23.59 di lunedì 30 settembre scade il termine per l’iscrizione della prima squadra al campionato di serie C. Nella stessa serata, la Jesina ha convocato un’assemblea presso la sede di via San Francesco, alle ore 21, aperta anche agli assessori allo sport di Jesi e Chiaravalle, per capire quale strada percorrere.

Un incontro pubblico, forse l’ultimo, voluto e spiegato dal presidente granata Gigio Traini.

«La Jesina è una famiglia vera e propria, quindi non sarò io a prendere decisioni, ma lo faremo insieme ai dirigenti, agli atleti, ai genitori dei ragazzi. Siamo di fronte a un bivio: provare a continuare temporaneamente andando a bussare in tutte le porte delle piscine della provincia alla ricerca di qualche corsia da poter utilizzare, con ovvio aumento dei costi, oppure cessare la nostra attività.  L’unica certezza sta nel fatto che la prima squadra e il settore giovanile vanno considerate come un’entità unica».

Gigio Traini, amareggiato ma allo stesso tempo determinato.

«Difenderemo fino all’ultimo, anche intraprendendo le vie legali se necessario, il diritto di 75 ragazzi nel poter praticare lo sport che amano, ma la pallanuoto deve essere considerata un’attività di tutti e per tutti, non possiamo accettare che diventi un privilegio per pochi. Ringrazio il Sindaco di Jesi Lorenzo Fiordelmondo e l’assessore Samuele Animali per la vicinanza e l’impegno concreto che stanno mettendo in campo. Spero di cuore che le prossime ore possano portare buone nuove».

© riproduzione riservata