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Cronaca

JESI / ACCERTAMENTO ISPETTIVO MINISTERO ECONOMIA: GESTIONE CORRETTA DEL COMUNE

JESI, 7 aprile 2017 – Il minuzioso accertamento ispettivo del Ministero dell’Economia presso il Comune di Jesi conferma come la gestione, a partire dal secondo semestre del 2012 – vale a dire da quando si è insediata questa Amministrazione comunale – sia stata assolutamente corretta.

E sotto la lente d’ingrandimento della dirigente dei Servizi ispettivi di finanza pubblica, che si è trattenuta quasi un mese negli uffici nell’ambito delle attività di controllo che il Ministero svolge in tutta Italia, sono passati migliaia di atti avendo verificato, tra gli altri, le spese del personale, delle consulenze, l’attuazione delle misure previste per l’anticorruzione e per la trasparenza.

Senza entrare nel merito di vicende pregresse, che riguardano la precedente legislatura e rispetto alle quali sono state evidenziate illegittimità per le spese del segretario, del direttore generale e dei dirigenti, gli unici rilievi effettuati dal giugno 2012 ad oggi riguardano:

  1. Il superamento, nell’anno 2015, del limite previsto dei compensi attribuiti agli amministratori della ProgettoJesi per 3.180 euro – In realtà nessun superamento vi è stato perché è stato comunicato un dato sbagliato: 36.000 euro anziché 30.000, dunque la norma è stata rispettata. Vale al riguardo la pena di ricordare che tali compensi sono stati portati da questa Amministrazione comunale da 45.000 a 30.000 per il Cda (dove due dei tre componenti sono peraltro stati individuati tra i dipendenti comunali) e da 25.000 a 12.000 per l’organo di controllo che è sceso da tre revisori dei conti ad un revisore unico.
  2. Irregolarità nell’attribuzione degli incentivi per la progettazione interna – In effetti è stato riconosciuto ai dipendenti il 2% di incentivo come stabilito dalla Finanziaria 2004 e ribadito dalla Finanziaria 2006 e non tenendo conto di una delibera di Giunta del lontano 2001 che lo fissava a 1,5%. Dal momento che si è presa come riferimento una norma dello Stato, non vi è evidentemente alcuna violazione di legge.
  3. Mancato invio dei provvedimenti di conferimento di incarico alla Corte dei Conti – Questo è un mero errore formale dovuto ad una dimenticanza            degli uffici. Ma l’occasione è propizia per ricordare che con questa Amministrazione le consulenze sono scese a 30 mila euro l’anno rispetto a cifre record di       un milione di euro a cui erano arrivate nella precedente legislatura.
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