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Jesi Al Sert di nuovo la “strada horror”, tappeto di guano e un piccione morto

Si ripropone lo stato di incuria e abbandono dell’area esterna sul retro dell’edificio dove è situato l’accesso per il ritiro dei farmaci, situazioni analoghe anche lo scorso anno e nel 2023

Jesi – Una problematica che periodicamente si ripropone quella del percorso horror per accedere ai locali Stdp (Servizio territoriale dipendenze patologiche) più conosciuto come Sert, a fianco dell’ex laboratorio analisi che si affaccia su Corso Matteotti, poco dopo l’Arco Clementino.

Il caso riguarda il retro dell’edificio a cui gli utenti in cura accedono per il ritiro dei farmaci, un percorso a ostacoli dove si cammina su un tappeto di guano, sporcizia e vetri rotti e dove da giorni giace anche un piccione morto.

Non è la prima volta che segnaliamo lo stato di degrado e di abbandono in cui verte l’area esterna dell’edificio, che va ben oltre i limiti della decenza e delle basilari condizioni igieniche, proprio in un luogo che tra l’altro offre un servizio sanitario.

Lo scorso anno un’altra segnalazione era partita sempre dal nostro quotidiano – e una situazione simile si era verificata anche nel 2023 – sortendo l’effetto di una accurata pulizia dell’area esterna con una nota stampa dell’Azienda sanitaria territoriale che rassicurava l’utenza sul fatto che «la situazione era stata già posta sotto attenzione da parte dei servizi competenti e che già si erano attivati per attuare un’azione di risanamento degli spazi all’ingresso e adiacenti la struttura», mediante l’intervento di una ditta specializzata.

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L’auspicio è che anche stavolta, a distanza di un anno, l’Ast prenda provvedimenti e faccia ripulire gli spazi esterni che di nuovo denotano una trascuratezza che stona con i valori di attenzione che il Sert dovrebbe trasmettere, rivolgendosi a una tipologia di utenza particolarmente sensibile che ancora di più merita di essere accolta con igiene, cura e decoro e di accedere al ritiro dei medicinali senza sporcarsi.

Se per gli utenti quel percorso dovrebbe segnare un primo passo verso la rinascita e l’uscita dalla dipendenza, non sono certo la bellezza o l’accoglienza degli spazi esterni a sostenerli.

E come avevamo già avuto modo di osservare, se è vero che del processo di cura fanno parte anche le attenzioni dimostrate al paziente, unite all’armonia e alla pulizia dell’ambiente, allora questo percorso, più che un luogo dedicato al servizio sanitario, restituisce un’immagine di insalubrità e mancanza di rispetto. Anche per chi ci lavora quotidianamente con dedizione.

Un luogo nel quale va fatto un intervento di sanificazione immediato, non saltuario, ma oggetto di una pulizia periodica e continuativa.

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