Cronaca
Jesi Guano al Sert: ripulita l’area, bene ma non benissimo
A 24 ore dall’igienizzazione dell’area esterna all’edificio che ospita i locali del Servizio territoriale dipendenze patologiche (Stdp), sono di nuovo presenti zone di sporcizia
Jesi – È stata in qualche modo ripulita martedì scorso l’area esterna all’edificio che ospita i locali del Servizio territoriale dipendenze patologiche (Stdp, più conosciuto come Sert) e che, come avevamo segnalato in un articolo di pochi giorni fa, era diventata una zona indecorosa a causa della presenza del guano dei piccioni, di altra sporcizia e vetri rotti.
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In particolare, la situazione riguardava il retro della struttura sanitaria dove si trova l’accesso dedicato alla somministrazione dei farmaci per quanti sono già in cura al Servizio, costretti a camminare sul tappeto di guano per raggiungere gli operatori. La scorsa settimana a terra c’era anche un piccione morto.

Dopo la pulizia di martedì, la situazione igienica a terra è migliorata molto, tuttavia a sole 24 ore di distanza dall’intervento, si sono subito ricreate zone di sporcizia lungo il percorso, sempre causate dal guano dei piccioni, tanto che ieri mattina una utente che doveva raggiungere l’accesso sul retro ha commentato con parole che evitiamo di trascrivere la difficoltà di attraversare il lastricato senza sporcarsi i piedi.


L’area dei giardinetti antistanti il percorso lastricato sotto osservazione – giardino dell’ex laboratorio analisi -, ha ospitato tra l’altro proprio nel pomeriggio di ieri, una delle tappe del percorso partecipativo avviato dal Comune in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche per la riqualificazione dell’area dell’ex ospedale che coinvolge indirettamente anche tutte le vie e le zone limitrofe.


Al giardino si sono dunque radunati i circa 50 presenti all’iniziativa per ascoltare una delle proposte progettuali ideata dall’Istituto Federico II sul restyling dell’area e, mentre le docenti illustravano le qualità del progetto, era difficile non notare i rifiuti lasciati a terra nell’area verde, gli escrementi di cane nascosti tra i ciuffi di erba incolta, per non parlare dell’odore poco gradevole che proveniva dai cassonetti dell’isola ecologica di nuova generazione adiacenti al piccolo giardino.

Forse è arduo pretendere che il percorso che devono attraversare gli utenti del Sert sia ripulito ogni mattina, ma sarebbe almeno rassicurante avere la certezza che la pulizia dell’area esterna sia effettuata con modalità periodiche e continuative – compresi i giardini che precedono il cancello e la parte lastricata – e non soltanto sporadicamente, a seguito di segnalazioni sullo stato di degrado raggiunto.

Un piano di pulizie programmato e continuativo che soltanto l’Ast, l’Azienda sanitaria territoriale, può garantire, visto che sul guano dei piccioni, a meno che non si intervenga con un’azione risolutiva che li scacci dal tetto dell’edificio – e questo forse sarà possibile quando anche a Jesi saranno applicate le tecniche delle gemellate città tedesche – si può operare solo ripulendo periodicamente l’area.
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Perché un luogo dedicato al servizio sanitario – e come nel caso di ieri pomeriggio anche alla frequentazione della cittadinanza -, lo ribadiamo, non può restituire un’immagine di insalubrità, rappresentando una mancanza di rispetto non solo per gli utenti del servizio ma anche per i cittadini e per chi ci lavora quotidianamente con dedizione.
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