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Cronaca

Jesi “Archeoplastica” in tour per i Comuni della Vallesina e oltre confine – Video

Dopo l’esposizione a Jesi, da maggio a luglio la mostra si sposterà a Morro d’Alba, Serra San Quirico e Sassoferrato, poi a fine settembre nella gemellata Mayenne, in Francia

Jesi – Dopo essere stata ospitata in città riscuotendo oltre 3.500 presenze, la mostra Archeoplastica. Storie di scarti e riusi di civiltà, si fa itinerante e coinvolgerà i Comuni della Vallesina: Morro d’Alba, Serra San Quirico e Sassoferrato, per poi spingersi oltre i confini nazionali fino alla città di Mayenne, in Francia, Comune gemellato con quello di Jesi.

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Ieri la presentazione delle tappe del tour in Comune, alla presenza delle realtà coinvolte nel progetto, «una versione nomade della mostra che permetterà di girare per la Vallesina guidati dal tema della plastica, declinato nel linguaggio artistico e culturale – ha spiegato Luca Brecciaroli, assessore alla cultura – un esperimento che abbiamo desiderato tanto e si fonda su un lavoro di squadra».

La mostra nasce dal progetto ideato nel 2008 dalla guida naturalistica Enzo Suma, molto popolare sui social network. Che in quell’anno, dopo aver ritrovato sulla spiaggia un contenitore di plastica di vecchia data portato dal mare, ha cominciato a raccogliere e catalogare gli oggetti in plastica che trovava, sempre sulla spiaggia, cercando di ricostruirne la storia e definendoli veri e propri reperti, ben diversi da quelli delle antiche civiltà che raccogliamo nei musei, ma reperti moderni, i resti che la nostra società lascia in eredità all’ambiente, a partire dagli anni ’50 periodo in cui i contenitori in plastica si sono diffusi notevolmente (quelli catalogati arrivano fino agli anni ’80).

L’idea della catalogazione e della sua divulgazione sui social, ha riscosso grande successo di pubblico e anche tanta partecipazione sia nell’aiutare la guida naturalistica a ricostruire la storia dei prodotti sia nella raccolta dei rifiuti in plastica che tanti volontari hanno avviato nelle rispettive città, reperti che sono stati raccolti nella mostra con lo scopo di «dimostrare il paradosso della plastica – ha detto Enzo Suma, in collegamento video – cioè quanto il contenitore monouso sopravviva nel tempo rispetto al contenuto, se consideriamo che spesso si tratta di prodotti che hanno un ciclo di vita molto breve, pensiamo a uno shampoo, a un detersivo, mentre il contenitore resta nell’ambiente per almeno 50 anni se non di più, come dimostrano le date di fabbricazione di quelli ritrovati».

«Il fatto che da una piccola idea sia nata questa rete di relazioni e poi le mostre è eccezionale».

Nella mostra nata dal progetto, ospitata fino a novembre a Palazzo Pianetti, spesso i reperti in plastica venivano esposti accanto ad antichi reperti storici, proprio a simboleggiare il divario tra il valore artistico di ciò che le antiche civiltà hanno lasciato in eredità a noi e quello che noi lasceremo invece ai posteri.

Con la primavera la mostra si sposterà prima a Morro d’Alba, l’inaugurazione è prevista il 9 maggio, poi a Serra San Quirico dal 1° giugno e a Sassoferrato dal 21 giugno.

«La mostra si svilupperà nel borgo in forma diffusa e prevede la collaborazione con il Museo Omero di Ancona e con la Soprintendenza – ha spiegato l’assessora alla cultura del Comune di Morro d’Alba, Alessandra Boldreghini -, che ci permetterà di attivare laboratori per i bambini e sono state già programmate le visite degli studenti con la scuola sfruttando gli ultimi scampoli del periodo scolastico. L’obiettivo è quello di riflettere sull’impatto ambientale di questo materiale, promuovendo la sensibilizzazione della comunità al tema della sostenibilità, del riuso, di comportamenti responsabili».

«In questo ambito è prezioso lavorare in rete per creare quelle relazioni che attraverso la cultura danno sviluppo alle nostra comunità, non solo relazioni tra istituzioni, ma anche con partner imprenditoriali. In questo caso è stato fondamentale il supporto di Techpol», Alessandra Romagnoli referente della ditta, era collegata in video alla conferenza.

La sindaca di Serra San Quirico, Debora Pellacchia, ha sottolineato come sia «importante portare i grandi temi, quali la sostenibilità ambientale, anche nei piccoli Comuni, evidenziando l’aspetto divulgativo e di sensibilizzazione di questo progetto, attraverso lo strumento dell’arte e della cultura».

«Il mese di giugno sarà dedicato alla sostenibilità grazie alla mostra e alla concomitanza di altre iniziative con Carifac e Ata Rifiuti, rispettivamente promotori dei progetti Più api e L’acqua non va per l’insu, che permetteranno anche l’organizzazione di laboratori per le scuole, in collaborazione con sistema museale e con i volontari».

Simona Cardinali, della rete museale jesina, ha evidenziato il ruolo di Ata Rifiuti nel fungere da «coordinatore delle relazioni tra Comuni per la realizzazione del progetto itinerante attraverso la coniugazione dei diversi linguaggi».

A fine settembre la mostra si sposterà a Mayenne, sotto il coordinamento di Federica Micheli, della rete museale jesina.

«La mostra sarà proposta in concomitanza con un altro evento cittadino, La notte bianca – ha raccontato Matieu uno degli organizzatori, in collegamento video da Mayenne – e si svolgerà nello Chateu de Mayenne, dove si trova un museo che ospita già l’esposizione di oggetti medioevali a cui i reperti in plastica saranno abbinati, proprio a mostrare quella che sarà l’archeologia del futuro».

«Per l’Amministrazione è una soddisfazione vedere realizzato un progetto di cui abbiamo tanto parlato», ha detto l’assessore al turismo, Alessandro Tesei.

«Questa mostra raccoglie il tema del rifiuto, un corpo che abita la nostra epoca e con cui la nostra società si deve relazionare, l’idea che si possa mettere in mostra è un paradosso che permette di veicolarlo culturalmente. L’altro tema della mostra è proprio l’aspetto culturale e il linguaggio artistico che in questo caso ci permette di fare rete non solo nel nostro territorio ma anche oltre i confini nazionali con la nostra gemellata», ha aggiunto il sindaco Lorenzo Fiordelmondo.

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