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JESI / BIODIGESTORE ALLA COPPETELLA, L’APPELLO PER IL “SÌ”

La presentazione delle osservazioni di Legambiente Marche, Anci, Cisl, Uil e Movimento Difesa del Cittadino

 JESI, 21 maggio 2019 – Lega Ambiente, Anci, Cisl, Uil e Movimento Difesa del Cittadino all’unisono chiedono «la realizzazione di almeno due impianti di digestione anaerobica per chiudere il ciclo dei rifiuti organici differenziati e far decollare l’economia circolare. Le Marche sono pronte per investire nel biometano, per ridurre l’inquinamento atmosferico e contrastare i cambiamenti climatici».

Ed è ovvio che tra questi ci sia anche il biodigestore  che l’Ata ha individuato come idoneo in zona Coppetella, presso l’interporto, a servizio di tutta la provincia.

«Una scelta che non è dipesa da noi ma che necessita, comunque, di ampia condivisione», ha tenuto a sottolineare il sindaco Massimo Bacci.

L’appello per il alla realizzazione è stato lanciato nel pomeriggio nella sala consiliare del Comune, durante un incontro che ha visto la presenza di Stefano Ciafani e Francesca Pulcini, rispettivamente presidenti nazionale e regionale di Legambiente, Maurizio Mangialardi, presidente Anci Marche e sindaco di Senigallia, Roberto Ascani, segretario generale Fit Cisl Marche. Con loro, appunto, anche il padrone di casa, il sindaco Massimo Bacci, affiancato dall’assessora all’ambiente Cinzia Napolitano.

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L’APPELLO

«Non c’è più tempo da perdere. Le Marche hanno bisogno di nuovi impianti di riciclo per accelerare la transizione verso l’economia circolare, altrimenti tutti gli sforzi per far crescere la raccolta differenziata e migliorare le performance di gestione dei rifiuti sul territorio regionale saranno vani. Le Marche hanno bisogno, subito e prioritariamente, degli impianti (almeno due) per trattare l’organico differenziato, che rappresenta circa il 30% dei rifiuti urbani che produciamo, altrimenti questa parte continuerà a finire, riempiendole, nelle discariche, producendo cattivi odori e percolato, o in impianti di riciclo lontani anche centinaia di chilometri, a costi insopportabili per le tasche dei cittadini, consumando gasolio, inquinando l’aria e rendendo sempre più insicure strade e autostrade».

«Noi riteniamo che gli impianti migliori, più moderni, efficienti ed economicamente convenienti, siano gli impianti di digestione anaerobica, che producono compost di qualità e biometano per l’autotrazione o l’immissione nella rete di distribuzione del gas, e che hanno un impatto trascurabile sull’ambiente e sul territorio».

«Occorre fare presto e realizzare gli impianti per gestire il ciclo dei rifiuti, impianti coerenti con le linee guida del piano, ma soprattutto con le necessità dei territori, dell’economia circolare, della gestione di prossimità dei rifiuti prodotti, promuovendo percorsi di partecipazione e coinvolgimento dei territori interessati. In caso contrario perderemo, tutti, la scommessa di far continuare a crescere le Marche nella buona gestione dei rifiuti».

Nel corso della conferenza, Legambiente ha sottolineato che, secondo l’ultimo report della Regione Marche, nel 2017 sono stati raccolti in maniera differenziata oltre 66.000 tonnellate di verde e oltre 150.000 tonnellate di organico, per una media di produzione di rifiuti pro capite di verde e umido superiore ai 140 kg/abitante anno.

«Le Ata hanno avviato da tempo i lavori per le approvazioni dei rispettivi Piani d’Ambito e questa è l’occasione perfetta per investire in un’impiantistica adatta allo sviluppo del biometano, considerando che oltre il 30% della frazione organica prodotta viene trattata fuori regione per mancanza di impianti e che gli impianti in regione a gestione pubblica riescono a coprire solamente il 38% del fabbisogno regionale di recupero della frazione organica, mediante solo compostaggio» hanno rilevato i presenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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