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Jesi «Buon Natale, la presenza del Signore è più forte di ogni tragedia»

Il messaggio del vescovo Gerardo Rocconi invita ad affidarsi a Dio che non abbandona l’umanità nonostante lo scempio che gli uomini fanno

Risuonano con forza le parole della liturgia di domenica scorsa, la terza di Avvento: Rallegrati, figlia di Sion, grida di gioia (Sof 3,14); e ancora: Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti (Fil. 4,4).

E il motivo di gioia viene espresso così: il Signore è vicino!

Sofonia diceva: Non temere, non lasciarti cadere le braccia. Il Signore è in mezzo a te. Lui stesso, il Signore, gioirà e griderà di gioia (Sof 3,17).

Sono parole belle ma che sembrano contrastare con l’esperienza che stiamo facendo: esperienza di morte, di distruzione, di odio

Altrettanto forte, infatti, è il grido di chi nella disperazione dice: Ma Dio dov’è? In questa situazione di tragedia Dio dov’è?

Eppure sembra che la Parola di Dio non ceda di un centimetro nell’invitare alla letizia e nell’indicare il motivo. Sta proprio qui la nostra speranza: nel saper vedere il Signore all’azione nonostante lo scempio che gli uomini fanno.

La nostra speranza sta proprio nel vedere i tanti segni dell’amore di Dio sparsi nel mondo, segni che indicano l’azione dello Spirito di Dio, nonostante tutto. 

La nostra fede non è semplicemente credere ad alcune verità, ad alcuni punti fermi del nostro credo, ma prima ancora la nostra fede consiste nell’affidarsi a un Dio che, pur nel suo nascondimento, non abbandona quest’umanità. Il suo amore non gli permette di far finta di niente di fronte alla sofferenza dei suoi figli: la certezza, come dicevano tanti santi, che “Dio sa e a lui nulla sfugge” è il fondamento della nostra speranza e della nostra letizia.

E celebrare il Natale, pertanto, è ancora una volta accogliere l’invito a irrobustire le nostre mani fiacche e le nostra ginocchia vacillanti (cfr Is 35,3) perché la nostra speranza non delude e il Signore non viene meno alle sue promesse.

Questo ci fa capire quale debito ha la comunità cristiana nei confronti di tanti uomini che pensano di non aver la grazia della fede. I credenti hanno il debito della letizia. È la loro letizia, è il vincere la tristezza, l’angustia, la disperazione che pone interrogativi e quindi diventa testimonianza.

Quando san Paolo nella lettera ai Filippesi scrive “Siate lieti sempre”, è in carcere. Vive una fatica enorme, poteva anche essere a rischio della vita. Come suona forte, allora, il suo invito alla letizia, un invito possibile perché sperimentava la vicinanza del Signore: la sua fede e la sua speranza erano incrollabili.

Carissimi, il mondo ha bisogno della nostra serenità, fiducia, letizia: atteggiamenti non basati sul tanto cibo, sulle sicurezze umane, sulla salute ferrea, sul tepore di una casa bella e comoda, quanto piuttosto su quell’incrollabile fede che sa, al di là delle apparenze, che nulla sfugge alle mani di Dio e sempre lui è presente, con la capacità di dare risposte meravigliose con i suoi modi e i suoi tempi.

Leggiamo nel Libro delle Lamentazioni, un libro che sembra interpretare i nostri tempi: Le grazie del Signore non sono finite, non sono esaurite le sue misericordie. Buono è il Signore con chi spera in lui. È bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore (cfr Lam 3,22-26).

Carissimi, Buon Natale. Gridiamolo con forza: Buon Natale, il Signore è vicino, il Signore non abbandona questo mondo, la sua presenza è più forte di ogni tragedia. Buon Natale.

+ Gerardo Rocconi, Vescovo

• Il vescovo mons. Gerardo Rocconi la vigilia di Natale ha pranzato con gli ospiti della mensa della Caritas diocesana in viale Giovanni XXIII a Jesi; nel pomeriggio era a disposizione per chi desiderava confessarsi, in cattedrale, mentre alle 22.30 ha presieduto la santa Messa nella Notte di Natale in Cattedrale.

• In questo giorno di Natale, il Vescovo celebra alle 7.30 al Monastero delle Clarisse di Jesi, alle 9 al santuario delle Grazie, alle 11.30 a Castelbellino Stazione nel 40° anniversario di inaugurazione della chiesa e alle 18.30 in cattedrale.

• Domani Santo Stefano, 26 dicembre, il Vescovo sarà nella parrocchia di Maiolati Spontini che festeggia il patrono e presiederà la santa Messa delle 11, nel pomeriggio alle 16.30 incontrerà gli ospiti della casa di riposo Villa Celeste di Rosora dove celebrerà la santa Messa.

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