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JESI / CARLO URBANI RIVIVE A PALAZZO DEI CONVEGNI, INAUGURATA LA MOSTRA (FOTO)

Presenti i sindaci di Jesi e Castelplanio, Massimo Bacci e Barbara Romualdi e il figlio del medico, Tommaso Urbani

JESI, 10 novembre 2018 – I due sindaci, di Jesi, Massimo Bacci, che ha tagliato il nastro, e di Castelplanio, Barbara Romualdi, hanno inaugurato – apertura sino a domenica 25 novembre – la mostra documentaria e fotografica – organizzata e a cura dell’Aicu – dedicata alla figura straordinaria del grande scienziato e filantropo scomparso quindici anni fa dopo aver bloccato la Sars della quale rimase vittima, nel 2003 in Vietnam.

Carlo Urbani e il territorio di origine“, questo il titolo significativo, ripercorre, facendoli rivivere e toccare con mano, gli anni che hanno contraddistinto “la sua avventura umana e scientifica”, partendo da Castelplanio, con foto, documenti, cimeli che sono testimonianza delle sue scelte umane e professionali.

L’inaugurazione è stata preceduta da una breve introduzione, coordinata dal giornalista e scrittore Vincenzo Varagona, alla quale hanno preso parte il figlio del medico, Tommaso, i due Sindaci e l’ex sindaco di Castelplanio, attuale consigliere comunale, Fabio Badiali, il quale ha anticipato che Castelplanio si sta muovendo per ospitare una mostra permanente su Carlo Urbani.

«Era una persona normale – ha ricordato il figlio Tommaso – un medico appassionato del suo lavoro e anche un uomo appassionato della vita che ha speso a disposizione degli altri. Per questo è importante condividere con la gente tutto questo e, soprattutto con le scuole, per far conoscere ai nostri studenti quali siano gli ideali fondamentali per condurre una vita che sia piena».

Il sindaco Massimo Bacci ha ringraziato per l’opportunità – colta dall’assessore Marialuisa Quaglieri, anche lei presente – che l’Associazione italiana Carlo Urbani ha dato a Jesi nell’ospitare questa mostra, sottolineando che «se tutti applicassimo la normalità di Carlo Urbani ci troveremmo in un mondo migliore. Questa è un’occasione che ci ricollega alla responsabilità di fare in modo che il nostro ospedale, intitolato proprio alla persona del medico, sia una struttura che rispecchi le relazioni, le modalità, il credo che lui ha coltivato, con gli stessi suoi principi».

Barbara Romualdi – che è anche socio fondatore Aicu – ha ricordato come «queste iniziative di conoscenza vanno coltivate e partecipate, non a caso oltre all’ospedale ci sono anche istituti scolastici a lui intitolati. In questo mondo di egoismo dilagante occorre fare in modo che l’eredità di valori lasciataci da Carlo Urbani possa essere portata avanti, divenire anche noi dei piccoli Carlo Urbani. Il nostro compito è di rappresentare le fasce più deboli della popolazione».

Pino Nardella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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