Cronaca
Jesi Cittadinanza benemerita a Gabriele Fava approvata dal Consiglio comunale
La candidatura è passata con 18 voti favorevoli su 23 presenti, querelle in aula sulle modalità della procedura, l’opposizione: «Non idonea a quella del regolamento», il Presidente del Consiglio, Luca Polita: «Procedura idonea e me ne assumo la responsabilità, poco partecipati gli incontri preposti dell’Ufficio di Presidenza»
Jesi – È stata approvata, con 18 voti favorevoli su 23 presenti, durante il Consiglio comunale di martedì scorso, la candidatura per la cittadinanza benemerita al professor Gabriele Fava (foto in primo piano), ex Sindaco di Jesi.
Nel corso della vita professionale e istituzionale si è distinto per gli incarichi ricoperti e per l’impegno quotidiano a favore della comunità, tuttora attivo come presidente della Libera Università per gli Adulti.
A proporre la benemerenza la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, motivandola con un lungo curriculum di incarichi e ruoli di rappresentanza ricoperti dal professore.
Incarichi istituzionali
Consigliere comunale dal 1975 al 1995, il professor Fava è stato assessore alle Finanze e alla Partecipazione democratica dal 1975 al 1976 e Sindaco dal 1983 al 1988.
Nella sua vita pubblica, gli incarichi di presidente regionale dell’Associazione Nazionale dei Comuni dal 1984 al 1988; componente del Consiglio dei Comuni d’Europa dal 1985 al 1989; vice Presidente dell’Unità Sanitaria Locale di Jesi dal 1980 al 1983; segretario regionale del Tribunale per i diritti del Malato dal 1989 al 1996; componente del CdA della Fondazione Pergolesi Spontini dal 2006 al 2009; Presidente della Fondazione Angelo Colocci dal 2006 al 2012 e dal 2014 al 2017; componente dell’Organo di Indirizzo della Fondazione Carisj dal 2012 al 2014, attuale presidente della Libera Università per Adulti di Jesi dal 2020 ad oggi.
Gli incarichi professionali
Docente di Matematica e Fisica presso Licei Scientifici Statali dal 1972 al 2007, Gabriele Fava è stato anche coadiutore didattico presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche negli Anni Accademici dal 1995/96 al 2010/11 e incaricato come esperto di metodologie didattiche e dell’apprendimento presso la Facoltà di Economia e Commercio sempre alla Politecnica delle Marche.
Il presidente Carisj, Paolo Morosetti, nel proporre la candidatura ha evidenziato come «a lui e alla sua Giunta, tutta di alto profilo, si debbono numerosissime, importanti opere pubbliche: in primis la costruzione del Palazzetto dello Sport e l’attuale Polisportivo. Durante il mandato amministrativo Bernardo Secchi ha redatto il Piano regolatore generale, il primo della nuova cultura di programmazione urbanistica».

«Questa candidatura si accompagna a un percorso di riconoscimenti di civiche benemerenze ad altri ex Sindaci della città – ha aggiunto il dirigente comunale Mauro Torelli nel presentare le motivazioni alla candidatura -, mi riferisco ad Aroldo Cascia e Giuseppe Abruzzetti, in quel caso presentate dall’allora Sindaco in carica».
Candidatura che, però, ha suscitato una querelle in aula: motivo del disappunto tra le fila dell’opposizione le modalità con cui si è arrivati alla votazione in Consiglio.
«La procedura con cui si è addivenuti a questa benemerenza non rispecchia quella prevista dal regolamento comunale, non si è chiusa all’interno dell’Ufficio di Presidenza, proporrei di riconvocarlo di nuovo con la rappresentanza dei Capigruppo, il Sindaco e il Presidente del Consiglio e di riparlarne in quella sede», ha evidenziato il consigliere Nicola Filonzi di Jesiamo.



«Mi accodo a Filonzi e contesto il metodo utilizzato, in fase preliminare deve esserci un accordo per il quale non ci siano voci discordanti. Nonostante le tre convocazioni il Presidente del Consiglio non ha avuto risposte concrete e, nonostante alcune risposte negative, ha deciso di portare comunque in aula la pratica, questo crea imbarazzo. Invito il presidente e la maggioranza a ritirare la pratica per rivedere la procedura», ha detto il consigliere di Fratelli d’Italia Antonio Grassetti, aggiungendo anche che il suo gruppo avrebbe votato per il no, non condividendo, tra l’altro, la proposta di benemerenza.
«Il curriculum del professore è molto importante, ha svolto numerosi e prestigiosi incarichi nella sua vita, ma per ottenere una benemerenza è necessario che il candidato abbia compiuto qualcosa di eccezionale, e i suoi incarichi non rientrano nella casistica prevista dallo statuto», ha detto leggendo ad alta voce il contenuto dello statuto.
«Anche se ci sono in Consiglio i numeri per approvare la benemerenza, ciò non significa che i protocolli debbano essere derogati, l’Amministrazione è solita parlare per titoli pubblici ma in questo caso lo ha fatto per telefonate. Così rischiamo di sciupare il valore e il clima della benemerenza», ha aggiunto Tommaso Cioncolini di Jesiamo.
Sull’idoneità della procedura, e chiamato in causa, è intervenuto il Presidente del Consiglio comunale, Luca Polita.
«Abbiamo convocato tre volte l’Ufficio di Presidenza, (nell’ambito del quale, Sindaco, Presidente del Consiglio e Capigruppo valutano le candidature alle benemerenze, per capire se ci sia un favore condiviso e portarle, solo in quel caso, alla votazione in Consiglio comunale, ndr) ma ahimè erano poco partecipate, come sapete bene».

«Nelle tre occasioni non mi è stata data risposta chiara da alcuni gruppi, così nel terzo incontro con i presenti ci siamo accordati per contattare chi aveva mostrato dubbi e poter valutare se vi fossero o meno i presupposti per andare avanti. Effettuato lo screening, ci siamo resi conto che i numeri per portare la candidatura in Consiglio c’erano (affinché la benemerenza venga accolta dall’assise comunale è necessario raggiungere i 2/3 dei voti favorevoli sul totale dei votanti ndr). Ora mi chiedete di convocare di nuovo l’Ufficio di Presidenza? Sapete bene che sono incontri poco partecipati».
«Mi assumo quindi la responsabilità della procedura che è assolutamente idonea a presentare la candidatura, in virtù del gentlemen agreement che ci eravamo dati e che peraltro stamattina, all’incontro con i Capigruppo, nessuno ha smentito».
Concordi i gruppi di maggioranza nell’evidenziare la scarsa partecipazione degli altri gruppi agli incontri dell’Ufficio di Presidenza, «alcuni gruppi non hanno partecipato o hanno detto che avrebbero deciso al momento del voto, l’Ufficio di Presidenza meriterebbe più rispetto», ha sottolineato il consigliere Francesco Coltorti di Jesi in Comune e sulla bontà della candidatura «secondo noi Fava è assolutamente meritevole di questo riconoscimento», ha evidenziato Lorena Santarelli dei Repubblicani europei, evidenziato da tutti il fatto che tale benemerenza sia in linea con quanto già accaduto per gli altri due Sindaci.


«Si tratta di una valutazione che può discostarsi dalla visione politica di ciascuno – ha chiosato il sindaco Lorenzo Fiordelmondo prima delle votazioni -, così non stiamo facendo un bel regalo alla persona interessata, vorrei tornare al senso che anima il conferimento della civica benemerenza. Un riconoscimento che non viene dato ai supereroi ma alle persone comuni che però nella loro vita hanno fatto qualcosa di speciale, rappresentando nella comunità l‘Articolo 1 della nostra Costituzione, ed è qualcosa che il professor Fava rispecchia in pieno, nel lavoro e nella vita istituzionale ha portato avanti i suoi incarichi come impegno nella sintesi collettiva, un impegno quotidiano che ha saputo restituire alla comunità e che continua a portare avanti tuttora».
«Stiamo creando un precedente pericoloso – ha replicato il consigliere Antonio Grassetti – gli altri due Sindaci hanno ricevuto la benemerenza alla memoria, ma Fava no, allora ci si chiede: perché no ad altri Sindaci? Così svalutiamo il lavoro degli altri».
Tre gli astenuti alla votazione, due i contrari, 18 i favorevoli, l’Assise comunale ha approvato a tutti gli effetti la benemerenza.
(foto in primo piano, il prof. Gabriele Fava)
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