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Jesi Club Nova Aesis, serata con Rossella Italiano
L’appuntamento dedicato alle povertà educative e alle cause che le determinano, «la società si assuma la responsabilità di proteggere, educare, tutelare i giovani, che siano i propri figli o i figli degli altri»
Jesi – Una serata speciale quella vissuta venerdì scorso 31 gennaio all’Hotel Federico II in occasione del meeting mensile promosso dal Club Nova Aesis.
Una serata dedicata all’educazione, o meglio, alla declinazione della povertà educativa che caratterizza i nostri tempi – o tempora o mores!, avrebbero detto i nostri saggi antenati latini -, e chi meglio di una ospite prestigiosa nel suo campo, quale la dottoressa Rossella Italiano, specialista in psichiatria e psicoterapeuta, poteva farlo?

«Mi sembrava importante poter riflettere sulle forme di povertà educativa – afferma – che oggi si osservano in modo importante, a partire dalla mancanza di un’educazione unitaria, coerente. Invece c’è un’educazione fatta a flash, quindi un’educazione frammentaria, che porta un‘intelligenza a flash. Le carenze in ambito educativo sono la mancanza di un‘educazione al desiderio, al fare fatica, alla tolleranza dell’insuccesso e del fallimento, all’accettazione del limite, con il limite estremo della malattia e della morte, una mancanza di educazione permanente alla solidarietà, una mancanza di educazione all’ascolto e anche la mancanza di distinzione tra il piacere e il godimento».

«E anche l’educazione alla legalità, sicuramente molto importante, che si intreccia con l’assunzione di responsabilità».
«Ecco, tutto questo perché bisogna favorire la possibilità che i ragazzi abbiano un equilibrio, abbiano una capacità anche di discernimento tra il bene e il male, che non è più istintivo, e possano accedere a una consapevolezza che li porta poi a individuare la loro strada, la loro vocazione, il loro desiderio».
Grazie alle tante domande, molto interessanti, sono stati affrontati anche i temi che attengono ai ruoli familiari, al ruolo paterno e a quello materno, la funzione della scuola, la necessità di una collaborazione tra scuola e famiglia e, più in generale, di un contesto allargato dove un’intera comunità diventi educante.
«La società si assuma la responsabilità di proteggere, educare, tutelare i giovani, che siano i propri figli o i figli degli altri, non importa, abbiamo, ogni adulto, la responsabilità di aiutare la crescita della generazione che c’è. Quindi, una comunità che aiuta globalmente ciascuno per le proprie parti, per i propri ruoli. La crescita è un percorso».

• Rossella Italiano, medico specialista in Psichiatria e Psicoterapeuta
Ha lavorato nei servizi pubblici, sia in psichiatria che nei servizi per le dipendenze patologiche a Modena e a Jesi.
A Jesi ha diretto il Servizio Dipendenze Patologiche fino al 2018 occupandosi anche di progetti sulla prevenzione del disagio giovanile e degli stili di vita patologici giovanili. Insieme ad altri operatori, anche del privato sociale, ha organizzato e coordinato 7 edizioni del Festival dell’Educazione di Jesi che ha raccolto il contributo di moltissime scuole, enti, cooperative, amministrazioni locali e associazioni, nello sforzo di trasformare il territorio in una comunità educante.
Ha svolto e svolge attività di docenza presso scuole di formazione in psicoterapia. E’ supervisore di casi clinici in una Comunità terapeutica per pazienti psicotici ad Ancona. Dal 2018 svolge attività clinica libero professionale.
(foto in primo piano, Rossella Italiano mentre riceve il gagliardetto del Club Nova Aesis dal presidente Aldivano Ferrucci)
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