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Cronaca

JESI / CONSORZIO AGRARIO, ANNATA ECCEZIONALE PER IL GRANO: “PREZZI TROPPO BASSI PER GLI AGRICOLTORI”

JESI, 21 luglio 2017 – Annata eccezionale per la raccolta del grano; pur diminuendo la superficie interessata dalla  semina, in alcune parti della nostra regione la produzione è aumentata, ma non al punto tale da compensare il mancato raccolto delle altre zone. Quello che però soddisfa enormemente i produttori è la qualità del frumento raccolto.

Nella sede del Consorzio Agrario di Jesi il direttore Andrea Novelli, il presidente di Confagricoltura Marche ed Ancona, Giovanni Manzotti, ed il suo vice, Alessandro Bettini, hanno incontrato la stampa sia per fare il punto della situazione, così come per lanciare chiari messaggi ai responsabili politici nazionali e regionali che pare abbiano perso di vista la questione dell’agricoltura marchigiana. Una dimostrazione di ciò sta, ad esempio, nella chiusura degli zuccherifici e quindi nella mancata coltura delle barbabietole .

Ma torniamo alla raccolta del grano in generale ed in particolare di quello duro che vede le Marche tra le primissime regioni con il suo 12% del totale. “La cerealicoltura è il settore trainante della economia agricola – è stato detto – e nelle Marche la produzione cerealicola è apprezzata”. In particolare il grano duro che, miscelato opportunamente conferisce alla pasta caratteristiche particolari”. I circa 4.500 agricoltori producono qualcosa come 5 milioni di quintali di grano, per lo più “duro” e prevalentemente nelle province di Ancona e Macerata dove se ne raccolgono 4 milioni. Quello che purtroppo non fa si che questa produzione sia remunerativa per gli agricoltori è il fatto che essa  sia la sommatoria di tanti piccoli raccolti; nella nostra terra operano prevalentemente piccoli agricoltori (se ne contano circa 6.000) che conferiscono agli ammassi poche decine di quintali di frumento, a differenza di altre zone (in particolare dall’estero) dove il grano viene coltivato da latifondisti. Questa ridotta produzione è indirettamente la causa del basso prezzo unitario del prodotto che al momento si aggira sui 21/22 euro al quintale. Troppi pochi per poter dire di aver guadagnato, anzi, in certi casi l’agricoltore non fa pari con le spese sostenute, calcolate in oltre 20 euro al quintale.

Questa massa di grano viene conservata in grossi silos gestiti o da private imprese o dal Consorzio Agrario nei sui 36 punti di raccolta disseminati in regione; secondo il Diretto del CAP Ancona ed i rappresentanti dei coltivatori sarebbe opportuno che gli organi preposti decidano di aumentare i centri raccolta, in particolare quella così detta “differenziata” che nulla ha a che vedere con i rifiuti.

Parlando di andamento delle raccolte si è toccato anche il tasto delle piantagioni di girasole che vede le Marche al primo posto tra i produttori, bene anche nel settore dell’orzo, dell’avena e del farro che però, dopo un boom iniziale, si sta ridimensionando.

(sedulio.brazzini@qdmnotizie.it)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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