Opinioni
Jesi Edison: «Il no del Consiglio comunale va difeso in Conferenza dei Servizi»
Massimo Gianangeli del Comitato Tutela, Salute e Ambiente della Vallesina: «Continueremo a informare sulla inaccettabilità di questo insediamento, non ci fermeremo fino a quando il progetto non sarà rigettato»
Jesi – Il Consiglio comunale di Jesi ha votato una delibera molto importante che andrà ad incidere direttamente nel procedimento autorizzativo in corso. Il Piano Regolatore di Jesi infatti prevede che per impianti con altezze superiori ai 9 metri e per industrie insalubri sia previsto l’ok del Consiglio comunale.
Nella delibera giovedì il Consiglio comunale ha dato parere non favorevole su questi due aspetti. Finora è il primo vero parere negativo espresso che andrà direttamente ad incidere nella procedura, visto che gli altri enti hanno dato o pareri positivi o pareri interlocutori che hanno permesso alla Edison di integrare più volte il progetto per migliorare i punti ostativi alla sua approvazione.
Su questa modalità di condurre il procedimento ci torneremo visto che la norma specifica che regola la Pau – Procedura autorizzativa unica (art. 27bis del Dlsg. 152/2006) prevederebbe una unica fase di richiesta di integrazioni.
Quello giovedì è un passaggio cruciale che andrà raccolto dentro al parere formale che il Comune dovrà dare in Conferenza dei Servizi. La strada per fermare il progetto però non è finita così come non è finito il ruolo del Comune nella procedura che, ricordiamolo, è ancora in corso presso la Provincia di Ancona.
1) Il Comune si esprime non solo sulla questione urbanistica, che vede come soggetto competente il Consiglio comunale. Dal Comune devono arrivare valutazioni anche sugli altri aspetti, sia specifici (permesso a costruire, impatto acustico, terre e rocce da scavo, questione bonifica del terreno) sia più generali (es tecnici sul progetto, sulla accettabilità della popolazione, sulle alternative, sul dimensionamento).
È possibile riscontrare questo sia sulla pubblicazione del progetto fatta dalla Provincia sia nella delibera approvata in Consiglio comunale.
Inoltre, importantissimo ricordare anche il parere sanitario di competenza esclusiva del Sindaco. E’ come se il Comune avesse tre articolazioni e tre piani di azione e tutti e tre andrebbero azionati.
Indubbiamente quello di giovedì è forse uno dei più importanti anche perché di competenza del Consiglio comunale, organo che può giuridicamente permettersi anche un legittimo esercizio della discrezionalità amministrativa, per quanto motivata.
2) La contrarietà tecnico/amministrativa del Consiglio comunale alla deroga sulle altezze e alla accettabilità dell’industria insalubre ai sensi delle Nta (Norme tecniche di attuazione) del nostro Piano Regolatore, va difesa in Conferenza dei Servizi.
Probabilmente la proponente (come mi è capitato di vedere in altri procedimenti simili) proverà a dire che la questione della mancata compatibilità urbanistica non è dirimente, facendo leva sul fatto che per legge la Pau può costituire anche variante urbanistica. Ne riparleremo. Il rischio comunque è quello di travisare la norma: la Pau può costituire variante urbanistica a valle del suo ottenimento (non a monte) e solo se in sede di Conferenza dei Servizi vengono superati i motivi di dissenso del Comune e del Consiglio.
Non è pensabile dire che siccome la Pau può costituire variante allora il dissenso automaticamente non conta. C’è una bella differenza! Quindi chi va in Conferenza dei Servizi (mi auguro anche il Sindaco oltre al tecnico del Comune, anche se potrebbero fare storie in tal senso) dovrà difendere quello che il Consiglio Comunale ha votato. E non sarà facile.
3) Resta inteso che la Conferenza dei Servizi non funziona a compartimenti stagni. E’ vero che ogni ente ha le sue prerogative, ma sia il Comune sia ogni ente coinvolto può ovviamente portare osservazioni e pareri nella discussione generale.
Quindi il lavoro del Comune non è affatto concluso anzi forse comincia adesso. Il no del Consiglio comunale dovrebbe essere arricchito con altri aspetti tecnici di competenza del Comune e con il parere sanitario del Sindaco. L’autorità che adotterà il provvedimento finale è la Provincia ma sulla base degli esiti della Conferenza dei Servizi composta da molti enti, fra cui Comune, Arpam, Ast, ecc…
Come cittadini continueremo a vigilare sul procedimento anche con gli opportuni interventi procedurali possibili, continueremo a informare sulla inaccettabilità di questo insediamento e sul comportamento reale degli enti coinvolti stando sugli atti e non sulle dichiarazione rilasciate ai giornali. Non ci fermeremo fino a quando il progetto non sarà rigettato.
Massimo Gianangeli – Comitato Tutela Salute e Ambiente della Vallesina
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