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Cronaca

JESI / GIUSEPPE CARANCINI (CGIA): SICUREZZA E LEGALITA’ PER LA VALLESINA

JESI, 10 agosto 2017 – Il segretario della Cgia (Confartigianato di Jesi) Giuseppe Carancini interviene in merito alla sicurezza e legalità nella Vallesina tutta dichiarando:
“Pronti a collaborare con le Forze dell’ordine e Istituzioni a tutela della comunità”.
In vista delle fiere di San Settimio a Jesi a settembre denuncia l’abusivismo come un reato: “un fenomeno che va combattuto e denunciato”.
Non utilizza mezze parole e va al sodo in maniera netta e concreta.
“La criminalità con furti e rapine – dichiara sempre Carancini – colpisce indiscriminatamente e in alcuni casi anche con particolare violenza privati cittadini, esercenti, laboratori produttivi, attività di servizi, mentre l’abusivismo danneggia con la sua concorrenza sleale chi opera secondo le regole. Cresce una percezione di insicurezza, nonostante l’indiscutibile e massima abnegazione con cui le Forze dell’Ordine quotidianamente lottano contro il crimine. La situazione richiede interventi mirati, calibrati sul territorio e un potenziamento dell’azione preventiva e di repressione dei reati”.
Oltre a denunciare, Carancini tenta di dare qualche suggerimento: “In primo luogo si chiede di rafforzare quanto possibile l’attività di pattugliamento nelle aree più periferiche o considerate “a rischio”, ciascuna nella sua specificità, per valutare presenze sospette ed eventualmente intervenire. Si ritiene strategico anche continuare ad investire nel potenziamento della rete di telecamere e spycam in modo di avere più “occhi” a disposizione per vigilare il territorio. Non ultimo, promuovere campagne informative per sensibilizzare i cittadini alla segnalazione alle Forze dell’Ordine di situazioni o persone sospette. Un aiuto più che concreto, che può essere molto utile anche per combattere un altro aspetto dell’illegalità, ovvero l’abusivismo, un reato che va denunciato. Si tratta infatti di un illecito che va a colpire chi lavora nel rispetto delle regole un fenomeno da inquadrare con attenzione anche in vista a Jesi della prossima Fiera di San Settimio, una occasione in cui si riscontrano puntualmente delle criticità in tal senso.
Non solo fanno concorrenza sleale. Borse ‘griffate’, vestiti, occhiali, profumi, giocattoli, fino alle contraffazioni alimentari: la merce proposta dagli abusivi è frutto dell’industria del falso, che sfrutta i lavoratori in nero, evade totalmente qualsiasi tipo di imposte, penalizza le nostre imprese, aggravando la già difficile situazione, e il lavoro regolare. Un fenomeno assolutamente da debellare”.
Carancini infine delinea la parte che può fare la sua associazione per combattere o attuare quanto sopra detto.
“Da parte della nostra Associazione c’è piena disponibilità a collaborare con le Forze dell’Ordine e con le Istituzioni locali anche al fine di sensibilizzare la comunità a non acquistare le merci degli abusivi, che non sono un “affare” o un’occasione, ma piuttosto – ogni volta – assestano un duro colpo alla legalità e alla prospettiva di futuro dei nostri giovani. La sicurezza è un diritto primario e fondamentale, oltre che un elemento essenziale per la qualità della vita e per lo sviluppo economico di un territorio; la legalità altrettanto. Crediamo che una collaborazione sinergica possa contribuire attivamente a questa causa per il bene di tutti”.
e.s.
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