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Cronaca

JESI / Giusto non offrire consulenze legali per cause contro i sanitari

Emergenza: anche gli avvocati jesini approvano la presa di posizione del presidente dell’ordine sullo sciacallaggio mediatico: «Comportamento non in linea col codice etico»

JESI, 5 aprile 2020«Medi ci e infermieri sono il nostro baluardo di difesa avanzato in questa battaglia e vanno tutelati da attacchi proditori».

Così il presidente dell’ordine degli avvocati Maurizio Miranda che nei giorni scorsi ha diramato un comunicato ai propri iscritti puntando il dito verso quei pochi avvocati che offrono servizi legali per l’ottenimento del risarcimento del danno nei confronti delle strutture sanitarie e degli esercenti la professione sanitaria relativamente a questo periodo di emergenza sanitaria. Si fa quindi riferimento al codice deontologico.
«Tali promozioni pubblicitarie – si legge nella nota – ledono la dignità, l’onore, il decoro e l’integrità di una professione che ha un altissimo ruolo sociale e costituzionale. L’Ordine degli Avvocati di Ancona, dunque, si dissocia da queste operazioni di sciacallaggio mediatico, soprattutto in un momento in cui tutti gli esercenti la professione sanitaria hanno dato ampia dimostrazione di coraggio, professionalità e umanità nei confronti degli italiani ed operano in condizioni estreme, anche a rischio di essere contagiati o di contagiare i propri familiari».

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L’invito quindi rivolto ai propri iscritti è di evitare «di porre in essere iniziative di questo tipo e, ove alcuno abbia promosso la propria attività professionale con pagine sponsorizzate o comunicazioni a mezzo social, in spregio a questa elementare regola deontologica, a rimuovere questo tipo di comunicazione».

Antonio Grassetti

L’avvocato Antonio Grassetti così puntualizza: «La professione non è uno strumento per far soldi ma deve essere svolta con onore e dignità, per essere utili ai nostri simili e contribuire ad un sano sviluppo della comunità. Ciò vale per tutte le attività e in particolare per quelle che tutelano salute e diritti. Vorrei rassicurare tuttavia, che la maggior parte degli avvocati è ispirata a questo principio e che pochi sciacalli, come coloro che intendono attaccaare chi adesso in prima linea sta combattendo per tutti con grande sacrificio, non potranno far sfigurare l’intera categoria. Ringrazio il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ancona nella persona del presidente, per aver reagito immediatamente, marcando la netta differenza con esseri umani insensibili e meschini robot».

Agnese Santarelli

Dello stesso parere l’avvocato Agnese Santarelli che commenta: «Il giusto messaggio che l’Ordine degli avvocati di Ancona ha voluto inviare è “semplicemente” quello del rispetto del nostro codice deontologico che ci impone di evitare facile pubblicità tramite social o stampa per offrire consulenze gratuite contro gli operatori sanitari. Una regola che vale sempre, come sempre e non solo, in questo momento andrebbe riconosciuto il valore del servizio pubblico svolto dagli operatori sanitari».

«Attenzione però, soprattutto mediaticamente, a non denigrare in toto una categoria che invece è fatta di avvocati e avvocate che tutti i giorni, con onestà e correttezza portano avanti un lavoro delicato, complesso e sempre meno riconosciuto».

Sulla stessa linea l’avvocato Samuele Animali che incalza come «deve essere chiaro che c’è in ballo il diritto alla salute dei cittadini, costituzionalmente tutelato, sia quando si vuol garantire il

Samuele Animali

funzionamento del sistema sanitario tutelando i medici, sia quando gli avvocati aiutano i cittadini a far emergere casi di malpractice. Il problema è l’uso dell’emotività che caratterizza il momento, in particolare nella situazione di chi perde improvvisamente un congiunto, per forme di promozione della propria attività da parte degli avvocati. Ciò è grave dal punto di vista umano e dal punto di vista deontologico. Sembra sacrosanta, dunque, la presa di posizione dell’Ordine: bisogna darsi una regolata, sempre. Per la (cattiva) fama che abbiamo noi avvocati, per la dignità della professione tutta e di chi la svolge e per la possibilità – tanto per i medici che per gli avvocati – di lavorare con la necessaria serenità e professionalità».

Enrico Basso

Enrico Basso

Parole di apprezzamento espresse anche dell’avvocato Enrico Basso che dichiara: «Personalmente, condivido il monito del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Ancona rispetto a forme di promozione commerciale volte ad offrire servizi legali per l’ottenimento del risarcimento del danno nei confronti delle strutture sanitarie e degli esercenti la professione sanitaria in relazione a casi di Covid-19, giustamente definendole sciacallaggio mediatico. Si tratta, infatti, di comportamenti non solo vietati dal codice deontologico forense, ma assolutamente disdicevoli sotto ogni profilo etico e sociale. Peraltro, ho già avuto modo di affermare che lo sciacallaggio legato alla responsabilità professionale medica è una prassi esecrabile anche al di là dell’emergenza Covid-19. Tuttavia, questo non dovrebbe portare a escludere tout court ogni possibile forma di responsabilità in capo agli operatori sanitari. Il discrimine, infatti, andrà sempre cercato basandosi sul concetto giuridico di colpa; ma – attenzione – nel caso del Covid-19 la colpa medica andrà valutata alla luce di una situazione di drammatica emergenza che non permette di porre chi sta combattendo questa guerra sullo stesso piano di chi s’è trovato ad agire in condizioni normali».

Cristina Amici degli Elci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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