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Cronaca

JESI / Il Comprensivo “Carlo Urbani” promuove accoglienza e integrazione

Partito il corso di formazione per l’insegnamento della lingua italiana L2, rivolto ai docenti: attraverso l’intercultura risalto alla particolarità e alla ricchezza di ogni bambino

JESI, 30 gennaio 2020 – Iniziato mercoledì 29 gennaio alla scuola primaria Monte Tabor il corso di formazione per i docenti dell’istituto comprensivo Carlo Urbani  (che oltre alla Monte Tabor comprende anche le primarie Martiri della Libertà e De Amicis di Santa Maria Nuova e la secondaria Leopardi) di didattica in italiano L2, la nostra lingua insegnata a bambini stranieri.

«Questa esigenza – spiega Sibilla Giaccaglia (nella foto in primo piano a sinistra con il dirigente Gilberto Rossi e la collega Rita Grana) -, docente dello stesso istituto, alla quale è affidato il corso in quanto in possesso di un master per l’insegnamento della lingua italiana L2 – è nata al nostro interno per promuovere l’importanza dell’accoglienza e dell’integrazione di tutti i bambini, anche stranieri, accoglienza che significa risalto della particolarità e della ricchezza di ognuno. Dando, quindi, a tutti, l’opportunità di vivere il contesto scolastico in maniera propositiva».

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scuola Monte Tabor

La scuola primaria Monte Tabor

«L’intercultura che, poi, è l’oggetto del nostro corso, intesa dunque come scambio tra culture e lingue diverse. Qualcosa che arricchisce nella reciprocità».

Una altro servizio che passa attraverso la formazione specifica delle insegnanti per adeguare l’offerta complessiva dell’istituto sempre attento alle esigenze e alle aspettative dell’utenza.

A questo primo appuntamento seguiranno due laboratori, rispettivamente per la scuola d’infanzia e per la primaria, e l’incontro conclusivo dove si tireranno le somme e si programmerà anche l’attività futura.

«I bambini della primaria Martiri della Libertà sono in buon numero anche stranieri – sottolinea un’altra docente, Rita Grana, anche lei impegnata in questa funzione strumentale dell’intercultura – e qualche volta ci siamo trovate in difficoltà, noi insegnanti, a comunicare con i genitori.  Di qui la necessità, cinque anni fa, di iniziare un corso di L2 per le mamme – tenuto da me e Sibilla Giaccaglia – con una frequenza che è sempre stata assidua. A loro piace venire, anche perché è un momento di scambio. Mostrano proprio l’esigenza di capire certe tematiche: ad esempio, come si devono porre nei vari uffici e quali domande giuste eventualmente rivolgere. Due anni fa, avendo più bambini in famiglia rispetto a noi italiani, non sapevano a chi lasciarli, così abbiamo fatto in modo di affiancare al nostro un laboratorio di aiuto compiti per i figli, tenuto da altre cinque insegnanti dell’istituto che, a rotazione, si sono rese disponibili».

«Una scuola molto attiva – sottolinea il dirigente Gilberto Rossi -, con ottime insegnanti, per cui sono molto soddisfatto che da parte loro sia giunta questa proposta in chiave interculturale, che non è solo un modo di conoscerci reciprocamente ma anche un metodo didattico che, sulla base degli studi e delle innovazioni intervenute, cerchiamo di applicare».

Pino Nardella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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