Cronaca
Jesi Il progetto “Camici Amici” approda al Galilei
Il Tribunale per i Diritti del Malato incontra gli studenti: prime adesioni per diventare facilitatori al pronto soccorso del “Carlo Urbani”
Jesi – Il progetto Camici Amici, già operante al pronto soccorso del “Carlo Urbani”, ha fatto il suo ingresso anche nel mondo della scuola e in particolare presso l’Iis Galileo Galilei , l’Istituto scolastico che vanta i più prestigiosi risultati conseguiti a livello internazionale, non ultimo quello ottenuto a Bangkok il World Youth Stem Invention Innovation.
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«Abbiamo creduto di portare il nostro progetto in tale Istituto per la grande offerta formativa che esso propone, non solo nell’ambito economico-sociale ma anche in quello delle biotecnologie sanitarie e ambientali. Nella giornata di martedì abbiamo incontrato, per ragioni di spazio, soltanto alcuni degli studenti dell’Istituto che ricordiamo vanta 859 alunni con 38 classi», spiega Pasquale Liguori, coordinatore del Tribunale del Malato.

Un incontro molto informale in palestra con i ragazzi ma anche con alcuni insegnanti, un incontro durato circa due ore con relatori oltre al coordinatore del Tdm di Jesi anche la dott.ssa Nice Bonomi, formatrice ufficiale dei progetto.
Pasquale Liguori ha approfittato dell’occasione per dare informazioni sull’attività del Tdm, oltre che una informativa sull’attività del pronto soccorso, mentre la dott.ssa Nice Bonomi ha incentrato il suo intervento sul favorire l’acquisizione da parte degli studenti di competenze sociali ed emotive, rafforzando cosi l’identità personale dei ragazzi e la loro responsabilità civile.
Positivo il risultato del primo incontro, «qualche alunno ha espresso la volontà di iniziare il percorso formativo per svolgere la figura di facilitatore al pronto soccorso», ha affermato Liguori.
Il Tribunale per i diritti del malato di Jesi in condivisione con la dirigenza scolastica dell’Istituto nella persona del prof. Luigi Frati intendono proseguire nella collaborazione con l’obiettivo di collegare scuola e territorio, creare laboratori formativi per gli studenti in vista di esperienze concrete all’interno di situazioni di aiuto.
A breve nuovi incontri formativi, con una più ampia fascia di studenti.
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