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Cronaca

JESI / Il “sogno” di Morosetti per correggere un errore storico e urbanistico

Il suo desiderio di riportare la fontana dei leoni in Piazza della Repubblica è legittimo e il centro storico ci guadagnerebbe sotto tutti i punti di vista

JESI, 28 agosto 2020 – Sarebbe sufficiente sapere che proprio in questi giorni vanno in appalto i lavori per il nuovo centro Alzheimer (grazie agli 800mila euro del nostro concittadino) per comprendere la generosità e la passione per la sua Jesi di Cassio Morosetti (foto in primo piano con il sindaco Massimo Bacci e l’assessora Marialuisa Quaglieri).

Che pure, nel dopo guerra, non fu trattato bene da chi operava nelle pubbliche amministrazioni della nostra città. E dovette lasciare per sempre la sua Piazza Grande e il nido della sua fanciullezza.cassio morosetti

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Che poi le sue capacità personali, dominate da una ferrea volontà e da sacrifici, gli abbiamo permesso di sfondare in una metropoli come Milano, dovrebbero essere sentite come un onore, già di per se stesse, anche dalla sua città.

Eppure c’è chi ancora non solo dimentica la donazione di 800mila euro già operativa, ma azzarda pesanti giudizi sul grande artista jesino solo perché egli esprime il desiderio “di far riportare fontana e obelisco dove, a suo tempo, gli architetti vollero che fosse”.

Piazza della Repubblica con l’obelisco al centro

Un desiderio che propone di realizzare a totali sue spese.

Certo che si può non essere d’accordo su questa sua proposta, ma che si dica che in nome del denaro voglia comprarsi la città e fare quel che vuole, è quanto di più spregiativo e ingiusto si possa dire nei confronti di un uomo innamorato di una Jesi rimasta sempre nel suo cuore fino alla tarda età dei suoi 96 anni e che ha ricordato fino all’ultimo momento.

La sua generosità è arrivata al punto di non passargli per la mente il minimo senso di ritorsione qualora il suo desiderio non fosse accolto da chi di dovere perché, in questo caso, gli stessi due milioni (diconsi 2.000.000, una cifra che unita all’altra di 800.000 euro, uno jesino non metteva a disposizione della nostra società da almeno un secolo: fatti non parole!) vengono devoluti ad opere caritative di Jesi, di Osimo e di Milano.

È possibile essere più aperti e delicati di così e niente affatto vendicativi in caso di non accoglimento della sua proposta?

Piazza della Repubblica attualmente

La quale, certo, sono il primo a dire che è impossibile accettare se il tempo rimane costretto ad  un anno. Ma se un anno fosse accettato per la preparazione dei progetti (riferito a piazza della Repubblica e alla Federico II) e un secondo anno per la loro esecuzione, i tempi sarebbero congrui e in questo caso io sono del parere, data l’occasione di poter correggere un errore storico e urbanistico del sindaco Carotti, di accogliere la proposta Morosetti.

Oltre tutto, quasi certamente, ci  rientrerebbero anche le spese  per una ulteriore migliore sistemazione significativa della piazza del nostro imperatore.

La fontana dei leoni

La sua statua, posta al centro della piazza con adeguato piedistallo, diventerebbe un simbolo di questo Stupor Mundi che tutti vantiamo.  Abbiamo proclamato sulla pietra lungo i quattro lati il suo nome e la sua data di nascita e poi, quando ci si offre la possibilità di una ulteriore valorizzazione del luogo del parto di Costanza, arretriamo titubanti di fronte ad un rilevante impegno tecnico.    

Perchè il centro storico, nell’eventuale scambio secondo l’idea morosettiana, ci guadagnerebbe sotto tutti i punti di vista.

Piazza Federico II con la fontana dei leoni e l’obelisco

Ma veramente è accettabile l’obbiezione di chi afferma che i leoni e l’obelisco nella Piazza Grande coprirebbero la bella facciata del teatro? Poveretti gli jesini che, per vederla, hanno dovuto  attendere la fine della seconda guerra mondiale e la grande intuizione di Carotti che ha previsto lì il futuro della stazione delle corriere.

Una grande intuizione storica simile a quella delle due maggiori arterie della nuova Jesi del dopo guerra, via san Francesco e via Sanzio, costrette a ridursi, dopo qualche anno, a senso unico.

Così vengono strapazzate le nostre piazze storiche, cioè così venivano strapazzate ai tempi di Carotti.

Vittorio Massaccesi

(Voce della Vallesina)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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