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Lettere & Opinioni

JESI / INTERPORTO: «POLEMICHE INUTILI PER SOLUZIONI PERICOLOSE»

Nazareno Garbuglia: «Si maschera una compravendita con un finanziamento di sostegno alle sue magre casse»

JESI, 13 novembre 2019 – La stampa locale ha dato notizia di un battibecco all’interno della maggioranza di governo regionale in seguito all’interrogazione sull’Interporto presentata dal consigliere Giancarli, con risposta pepata del vice presidente della Giunta regionale assessore Casini e controrisposta dell’interrogante assai risentita per essere stato accusato di intelligenza con l’opposizione di destra, non con il M5S la cui alleanza alle prossime elezioni regionali potrà, non si sa quanto, tornare utile.

Il motivo del contendere riguarda l’inserimento del polo sanitario, riorganizzazione della logistica del farmaco e delle funzioni, Centrale unica di risposta del 118 regionale all’interno della palazzina (oggi Centro direzionale dell’interporto) dopo la stipula di un contratto preliminare di compravendita dell’Asur con la società Interporto Marche firmato lo scorso 27 dicembre.

La sollecitazione di Giancarli a concludere la compravendita di fronte a un ritardo così pesante è encomiabile quanto inutile e controproducente per il dichiarato obiettivo di mascherare una compravendita con un finanziamento di sostegno alle magre casse di Interporto Marche, oltretutto giuridicamente preoccupante.

La risposta irritata della Casini in realtà nasconde, a sua volta, dietro un sano proposito di costruire una soluzione senza annunci troppo impegnativi, la consapevolezza di sostenere una soluzione abborracciata.

Una soluzione priva di efficacia per lo sviluppo dell’Interporto e foriera di forti preoccupazioni sul piano giuridico per un finanziamento pubblico non giustificato e finalizzato a una soluzione di forte intralcio all’attività del settore intermodale e privo di ogni funzionalità a inglobare la logistica del farmaco.

In realtà una spesa eccessiva, spropositata se rivolta solo alla sede del 118 e senz’altro più sostenibile qualora si realizzasse un “Polo sanitario” individuato perifericamente ad est dell’area interportuale più a ridosso dello svincolo dedicato di entrata dalla Ss76 e di uscita dall’interporto.

Su questa assurda soluzione di acquistare una palazzina al solo scopo di dare un finanziamento alla Interporto Marche Spa non è ferma dal dicembre 2018, bensì dal settembre 2016 scaturita dalla fantasia della ex presidente Massei appena subentrata al disastro lasciato da Pesaresi.

E bene ha fatto l’ex direttore generale dell’Asur Marini a tergiversare perché questa sì sarebbe stata una cosa seria sul piano giuridico, non quella che lo ha ingiustamente coinvolto per appalti poco trasparenti di cui non si hanno più notizie a suo carico.

È bene che l’opposizione, quella vera, faccia sentire la sua voce di forte contrasto verso questa assurda iniziativa prendendo impegno fin d’ora di annullare questa operazione, di verificare la convenienza della concessione “rent to buy” dell’area intermodale, stipulata con la società Dpa Scarl e di porre al centro del suo programma un vero ed effettivo rilancio di questa importantissima infrastruttura per la Vallesina e per le Marche.

Nazareno Garbuglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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