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JESI / LA GARA DI RUTTI NELLA “CITTÀ REGIA”, ANDREA BINCI: «INOPPORTUNO IL PATROCINIO DEL COMUNE»

Durante la manifestazione Muntobeer, e Silvia Gregori: «Trovo di cattivo gusto per una pubblica amministrazione quanto accaduto»

JESI, 30 ottobre 2018 – Non poteva che finire in polemica la gara di rutti che si è svolta all’interno della manifestazione di fine settimana Muntobeer – primo Festival della birra –  patrocinata dal comune di Jesi e organizzata dalla Pro loco cittadina.

Un evento che ha riscosso successo di partecipazione, svoltosi al mercato coperto delle erbe, e al quale è stata dedicata grande attenzione visto anche la presenza di sommelier e di 40 marche di birra di qualità, musica dal vivo, competizione di braccio di ferro. Insomma, un momento da gustare a tutto tondo.

Andrea Binci

Quello che, invece, non è andato giù al consigliere di opposizione Andrea Binci (Pd) è stato il patrocinio del Comune a una manifestazione che, seppur lodevole e interessante, prevedeva al suon interno, intorno all’ora di cena, la gara di rutti: «Prima di assumere certe decisioni – sottolinea – occorrerebbe vedere bene i programmi delle manifestazioni. Anche noi avevamo chiesto delle iniziative culturali più popolari ma bisogna farlo comunque con un certo stile, altrimenti meglio il deserto del cartellone di Jesiestate».

Tanto per la cronaca, un’apposita giuria è stata chiamata per esprimere il giudizio sulla base di potenza, duratacreatività dell’effluvio

Sull’argomento interviene anche la consigliera Silvia Gregori (Gruppo Misto) che sostiene di «non essere proprio d’accordo con questo patrocinio. Un accostamento alla Pubblica Amministrazione e alla Cultura che mi sembra davvero azzardato, anzi mi auguro che il Comune, comunque, non si lanci anche nella gara dei peti perché a questo punto, aperta questa porta, ci possiamo aspettare di tutto»

Silvia Gregori

«Se non fossimo al secondo anno di questa legislatura – continua – direi che siamo quasi in clima di campagna elettorale perché sto notando che si sta passando dal toccare punte alte di cultura per poi, proprio per non dimenticare nessuno, e raccogliere tutti i consensi, concedersi a questo tipo di iniziative. Lo trovo di cattivo gusto per una città che vuol ritornare a fregiarsi del titolo di Città Regia. Attenzione dunque, perché cultura significa aggiungere qualcosa che non c’è e non dare il proprio patrocinio a iniziative da parco country».

(p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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