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Cronaca

JESI / LA SCUOLA E IL CARCERE: UN PROGETTO PER INCONTRARSI TRA STUDENTI E DETENUTI

JESI, 4 luglio 2016 – Uno scritto può permettere di uscire dalle proprie “quattro mura” per incontrarsi.

Questo è il progetto realizzato da alcuni detenuti del carcere di Montacuto di  Ancona con gli alunni delle classi prime della scuola secondaria di primo grado Lorenzini e le classi quinte delle primarie Cappannini e Collodi dell’Istituto Comprensivo San Francesco  di Jesi.

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“Sono architetture – dichiarano le insegnanti – che abbattono virtualmente le loro barriere e diventano luoghi per scambiarsi idee, per conoscere l’altro, per arricchire e sviluppare nuovi modi di relazione, per accettare il diverso e crescere proiettandosi avanti liberi nelle idee e sgombri da pregiudizi”

Un carcere e una scuola, luoghi che insegnano e segnano la vita. Uomini reclusi che scrivono un libro, “Fiabe in libertà” in cui raccontano di un lupo bianco che liberano dalla sua vita accidentata. Bambini che, con l’aiuto delle loro insegnanti, leggono la fiaba, la modificano facendola propria, cambiando i sentieri che il lupo percorre, che cade e poi si rialza. Un viaggio, quello del lupo, che rappresenta un’esperienza di vita reale che si trasforma in un percorso di crescita. L’errore e la stessa pena possono e devono essere superati e non stigmatizzati, il tragitto non è sempre semplice, ma ci si rialza aiutandosi e aiutando.

Le porte si sono aperte il 17 giugno quando alcune insegnanti coinvolte nel progetto sono state ricevute dalla direttrice del carcere, Santa Lebboroni e da alcuni suoi collaboratori presso la sede di Montacuto.

L’occasione è stata il momento per un confronto, per presentare i lavori realizzati dai bambini e dai ragazzi all’interno dei Progetti di Lettura e Continuità, poi raccolti in un libro che è stato donato alla direttrice che ha espresso grande soddisfazione per l’attività svolta.

 

 

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