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Jesi “Malati di niente”, quando teatro e arte diventano terapia

Inaugurata con lo spettacolo di Cesare Catà la rassegna che quest’anno festeggia i 25 anni, domani, domenica, l’appuntamento con “Prove tecniche di resistenza”

Jesi – Un viaggio interattivo nel teatro di William Shakespeare di e con Cesare Catà: è stato il teatro studio dedicato a Valeria Moriconi ad ospitare Shakespeare juke-box, la prima lezione/spettacolo della rassegna Malati di Niente che quest’anno festeggia la 25esima edizione.

«Una rassegna scomoda per certi versi – ha detto Gilberto Maiolatesi, coordinatore del progetto – perché in qualche modo mette la comunità di fronte a tematiche importanti a volte dolorose che riguardano l’ambito della salute mentale, ma da sempre lo fa con leggerezza, offrendo agli spettatori diversi punti di vista e chiavi di lettura che spesso sfociano anche nella comicità».

Così gli organizzatori della rassegna hanno delineato i tratti di un progetto che vuole far luce su una tematica delicata per sensibilizzare sì l’opinione pubblica ma anche per promuovere la prevenzione degli stati di disagio «agendo sulle fasce più colpite che a oggi risultano i giovani e gli anziani – ha spiegato Mario Pettinelli, responsabile del Dipartimento di Salute mentale Ast – con incremento annuo del 10% dell’affluenza ai servizi di salute mentale».

«Siamo di fronte a vecchi e nuovi malati di niente, il niente dei giovani è nell’ascolto, nei rapporti con gli altri, nella relazione. Per questo agiamo anche nelle scuole dove il progetto prevede incontri di formazione proprio dedicati alla prevenzione», da ottobre a maggio ci saranno i laboratori di cittadinanza con gli studenti.

In questa rassegna che ha avuto inizio con lo spettacolo di Cesare Catà e proseguirà domani, domenica 21 settembre, con “Prove tecniche di resistenza“, un progetto di gemellaggio tra radio nell’ambito della salute mentale – per poi continuare con gli altri appuntamenti di ottobre, novembre e dicembre – si mettono al centro «i racconti di vita, le esperienze vissute da chi il tema della malattia mentale lo ha affrontato in prima persona o prendendosi cura di un familiare», ha spiegato Franco Pesaresi, direttore di Asp Ambito 9.

«Siamo orgogliosi di ospitare una rassegna che ormai fa parte di questa comunità», ha aggiunto Samuele Animali, vicesindaco e assessore alla salute.

Il progetto coinvolge da sempre le realtà dedicate alla salute e alla cura della persona, Asp Ampito 9 e il Comune di Jesi, Cooss Marche, Teatro Giovani Teatro Pirata e Ast Ancona, sono i soggetti attivi che hanno lavorato in sinergia alla realizzazione della rassegna, che come ogni anno promette di scuotere, coinvolgere, affascinare.

«Il linguaggio del teatro e l’uso delle discipline artistiche in generale, ci permette di veicolare messaggi importanti ma senza pesantezza, di ragionare insieme sul dolore mentale per comprenderlo – ha aggiunto Massimo Mari, del dipartimento di Salute Mentale Ast -. La sinergia con cui operano le realtà del nostro territorio ci ha permesso di ottenere grandi risultati ai fini della riabilitazione dei pazienti che effettivamente con i progetti che mettiamo in campo, svolgono un percorso di reinserimento sociale».

«Gli stessi format degli spettacoli proposti nella rassegna sono impostati per coinvolgere i partecipanti in un grande gruppo terapeutico. Le occasioni di socializzazione, la vita indipendente e il lavoro sono i migliori strumenti di cura».

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