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Cronaca

JESI / Medicina Trasfusionale del “Carlo Urbani”: «Donazione è un atto sicuro»

Anche in questa situazione di emergenza sanitaria, spiegano Manola Trillini, responsabile del reparto a Jesi e il presidente Avis, Bruno Dottori

JESI, 10 marzo 2020 – «Invitiamo tutti i donatori e le donatrici a venire a donare, perché la donazione è un atto sicuro anche in questa situazione di emergenza sanitaria». Così la dottoressa Manola Trillini, responsabile della Medicina Trasfusionale Jesi, e Bruno Dottori, presidente Avis Jesi e coordinatore della zona Vallesina.

donazine sangue coronavirus«La donazione non deprime le difese immunitarie di chi dona non trasmette il Coronavirus (SARS COV 2) in quanto il contagio avviene mediante contatto stretto con una persona malata, soprattutto con le goccioline del respiro (saliva, tosse, starnuti) oppure toccando con le mani contaminate (non lavate) bocca, naso e occhi e superfici: le persone che presentano sintomi respiratori sono la causa più frequente di diffusione del virus».

 

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La Medicina Trasfusionale di Jesi ha messo in atto le seguenti misure preventive per contrastare la diffusione del nuovo Coronavirus: il percorso dei donatori dall’ingresso 3 all’interno del presidio ospedaliero è lontano dalle aree critiche di degenza e di emergenza; la prenotazione della donazione consente di regolare il numero di accessi, evitando assembramenti; all’atto della prenotazione telefonica viene effettuato un pre triage rivolgendo domande sullo stato di salute: «Ha febbre, tosse o difficoltà a respirare? La sua temperatura corporea è superiore a 37,5°C? Nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi è stato in area a rischio? Ha avuto contatti stretti con un caso probabile (tampone dubbio) o caso confermato di COVID-19?».

Il presidente Avis, Bruno Dottori

All’ingresso del donatore in sala d’attesa viene effettuato un triage mediante la misurazione della temperatura corporea con termometro auricolare. Viene assicurata la distanza di sicurezza di 1 metro tra le poltrone di prelievo e le poltrone in sala d’attesa e di ristoro.

Viene attuata quotidianamente una sanificazione e disinfezione ambientale intensiva dei locali. È messo a disposizione dei donatori il gel disinfettante per l’igiene delle mani, il cui uso è consigliato all’ingresso e all’uscita dal reparto.

«La donazione – proseguono Trilini e Dottori – è un livello essenziale di assistenza che garantisce la continuità del supporto trasfusionale a più di 1.800 pazienti al giorno sul territorio nazionale, non dimentichiamoci di loro».

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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