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Jesi Nausika, 1000 km di lettura condivisa

La lezione-spettacolo di Federico Batini e Martina Evangelista e la narrazione ad alta voce contro le disuguaglianze sociali

Jesi Non basta la lettura da sol(a)i. Sul grande schermo di Palazzo dei Convegni, in nero su bianco, questo slogan fa da sfondo al teatro di denuncia di Federico Batini e Martina Evangelista, massimi esperti della lettura ad alta voce e membri dell’Associazione Nausika, dal 2006 impegnata in progetti di promozione della scrittura e della lettura come strumenti di sviluppo delle comunità locali e delle persone.

Armati di una sottile, efficace ironia, il professore Federico Batini e la docente Martina Evangelista girano l’Italia curando corsi di aggiornamento e lezioni-spettacolo per raccontare a insegnanti, educatori e operatori il potenziale rivoluzionario della lettura ad alta voce o meglio, delle “storie condivise ad alta voce per costruire equità, democrazia e futuro”.

Con un tasso di dispersione scolastica che tocca la soglia drammatica del 16%, parlare di lettura e dell’urgenza di riportarla al centro della vita dei bambini e dei ragazzi significa parlare di accesso a quei diritti fondamentali che sono la condizione imprescindibile della democrazia.

Secondo l’Analisi longitudinale sulla dispersione scolastica condotta dal Ministero dell’Istruzione, tra il 2012 e il 2022 oltre 100mila studenti delle medie e superiori hanno abbandonato gli studi.

Statisticamente, più alto è il reddito familiare più performanti sono i ragazzi a scuola, migliori saranno, di conseguenza, le loro opportunità per il futuro. Il volto del Paese reale si specchia in questo rapporto di proporzionalità diretta che ci restituisce non l’Italia del merito ma l’Italia del merito secondo il reddito.  

In questo senso, in un mondo post-moderno che sembra aver smarrito la fiducia nel valore della cultura e della sua capacità di ricondurlo a un sentire omnicomprensivo del reale, la lettura, da sola, non può risollevare la scuola dallo stato di profonda crisi che la attraversa. Né si può demandare la lettura all’iniziativa del singolo studente, ignorando il fatto che l’accesso stesso a quest’ultima sia, di per sé, viziato dal peso del privilegio.

Nausika, però, compie un salto indietro nel tempo, recupera la tradizione orale che ha segnato la fortuna della nostra letteratura e ci ricorda che l’umanità ha iniziato a raccontare storie affidandole alla voce, storie che erano di tutti e per tutti. La proposta – rivoluzionaria nella sua semplicità – è quella di riportare la narrazione alla sua dimensione di pratica orale condivisa, farla risuonare nelle classi dei bambini e degli adolescenti affinché tutti possano trovare nelle pagine un tetto sotto il quale ripararsi e ali di carta sulle quali «immaginare un futuro – sottolinea Martina sognato e non segnato».

Due i principi alla base della filosofia di Nausika, che oggi coinvolge 500.000 giovani e 25.000 insegnanti in varie regioni d’Italia: “studenti al centro” e “legge sempre l’insegnante“. I risultati sono prodigiosi. A migliorare non sono solo le competenze linguistiche e di comprensione del testo ma la dimensione cognitiva, specialmente le abilità di pianificazione, comprensione, simultaneità e successione e, non da ultimo, la motivazione allo studio.

«La lettura ad alta voce di storie orientate al futuro e di storie che contengono strategie di azione e reazione – spiega il professore Federico Batini – costituisce uno dei più potenti elementi con cui possiamo pmcontribuire all’orientamento delle ragazze e dei ragazzi e, allo stesso tempo, lasciarli liberi di pensare i propri progetti e costruire il proprio futuro».

L’iniziativa, inserita nel progetto nazionale 1000 km di letture ad alta voce promosso dall’Associazione Nausika e già presente nella programmazione di JesizEduca 2024, è dedicata al maestro Alberto Manzi, che «non insegnava a leggere e a scrivere: invogliava la gente a leggere e a scrivere».

«Si tratta di progetti di caratura nazionale e di altissimo livello che abbiamo il piacere e l’onore di ospitare a Jesi – ha affermato l’assessora ai servizi educativi Emanuela Marguccio – . Auspico che lettura ad alta voce si inserisca nella vita giornaliera della nostra città e del contesto circostante. A tal proposito ricordo che nel nostro territorio è presente anche l’associazione LaAV Lettura ad alta Voce di cui Federico Batini è fondatore». 

«Ci piace immaginare la lettura – ha affermato Martina Evangelista sulle pagine del libro per l’infanzia di Valentina Maselli – come una singola scarpa sinistra che si trovi per caso una mattina sul ciglio della strada. Può essere tante cose: per un passante indaffarato solo una buona domanda, per un topolino la propria tana. Quel che è certo è che, attorno ad essa, accade la vita».

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