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Jesi Note, letture e strategie al Museo Stupor Mundi per la Festa della Musica
Un evento unico che ha intrecciato suoni, parole e il fascino degli scacchi
Jesi – Nella magica cornice del cortile del Museo Stupor Mundi, la città ha celebrato la Festa della Musica con un evento che ha unito armonie musicali, letture letterarie e il fascino millenario degli scacchi.
Protagonisti Marta Tacconi al pianoforte e Serena Cavalletti al violino, con la guida del Maestro Luigi Ramini e l’intervento dell’archeologo Luigi Sperduti, in una serata che ha reso omaggio alla cultura in tutte le sue forme.
Questi sono giorni dedicati alla musica, alla sua festa, che si celebra ovunque. Perché la musica è… mettete o aggiungete accanto l’aggettivo che vi piace. Va bene, in ogni caso, per la Musica. La Festa della Musica si celebra proprio oggi 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, ed è un evento che coinvolge tutta Europa con concerti gratuiti.

Nata in Francia nel 1982, questa festa promuove la cultura, l’integrazione e l’armonia attraverso la musica. La Fondazione Federico II di Hoenstaufen, il Museo Stupor Mundi, con il patrocinio del Comune di Jesi e l’infaticabile presenza e partecipazione di Luigi Ramini, non solo appassionato ma anche un rinomatissimo Maestro di scacchi, ha presentato un ricco programma che ha accoppiato musica, con la scelta di brani mirati eseguiti da Marta Tacconi al pianoforte e da Serena Cavalletti al violino, si è avvantaggiata nella celebrazione.
Sotto le stelle che ricoprivano il cielo sopra il cortile del Museo Stupor Mundi, la serata si è aperta con Ludwig Van Beethoven sulle note della Sonata per violino e pianoforte n.5 in Fa Maggiore, Opera 24, La Primavera. Perché Beethoven, ha spiegato Marta, era anche un grande amante ed esperto conoscitore di scacchi.
Luigi Ramini ha introdotto la serata spiegandone i contenuti, è seguita una prima lettura da “Il giocatore impossibile”, di Giuseppe Pontiggia, proposta da Maria Cristina Memè.
È stato poi presentato il relatore della serata, Luigi Sperduti, archeologo e collaboratore presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità all’Università La Sapienza di Roma, un personaggio che ha coinvolto il pubblico per la sua straordinaria conoscenza del mondo degli scacchi, dalla sua origine in Persia, fino ai giorni nostri. Coinvolgendo anche il nostro Federico II, ovviamente.
Poi ancora musica straordinaria di Marta Tacconi e Serena Cavalletti, altre letture (vi consiglio personalmente il libro “La variante di Lunenburg”, di Paolo Maurensig, un capolavoro di una trentina di anni fa, che è la metafora della lotta fra il bene e il male e della follia umana, in una partita a scacchi immaginaria, da cui è tratta una stupenda lettura), e via così, sino alla fine, fra musica, letture e interventi rivolti al pubblico.
Il saluto finale del presidente della Fondazione, Paolo Mariani, che ha riconosciuto ovviamente il lavoro che Franca Tacconi Belluzzi e Lucia Ceppi hanno svolto per la buona riuscita della serata e, con Beethoven nelle orecchie e le scacchiere viste in video, realizzate in un paio di millenni (forse…) che mi riempivano gli occhi , abbiamo tutti festeggiato la Musica.
Con le parole di Marta, significative, che hanno riassunto l’essenza della serata.
«Bianca e nera la scacchiera…bianca e nera la tastiera…in una i quadrati, nell’altra le righe. Davanti a entrambe, un essere umano che si misura in una sfida, in una battaglia, con mosse, strategie, concentrazione, astuzia e competenza».
Vero, solo così si vince, queste sono le armi. Non altre…
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