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Jesi “Partecjpare”, la penna agli studenti con il “data journalism”
Gli articoli scritti da alcune studentesse e studenti dell’Iis “Galilei”, nell’ambito del progetto finanziato dalla Fondazione Cariverona, con la partnership di Cooss Marche e Action Aid, che promuove la partecipazione attiva dei giovani alla vita comunitaria
Jesi – La penna “Partecjpare” è un progetto finanziato dalla Fondazione Cariverona, che prevede una partnership composta da Cooss Marche, Action Aid, Iis “Galilei” e Comune di Jesi.
L’obiettivo è quello di incrementare la partecipazione attiva dei giovani alla vita comunitaria avvalendosi degli strumenti della democrazia.
Una delle azioni previste è stato il laboratorio data journalism, coordinato da operatori di Cooss, a cui hanno partecipato le classi terze del Les “Galilei”. Nella fase preparatoria, studentesse e studenti hanno individuato alcuni temi della realtà cittadina che hanno poi approfondito in quella operativa attraverso ricerche e interviste effettuate direttamente nel territorio a esperti del settore, rappresentanti delle istituzioni e testimoni privilegiati.
Uno dei lavori è il seguente articolo, riguardante il commercio a Jesi e nel territorio circostante.
Commercio a Jesi: problemi e prospettive
Nell’ istituto superiore “Galileo Galilei” di Jesi alcuni studenti delle classi terze si sono confrontati riguardo a una questione da loro particolarmente sentita: i giovani della Vallesina hanno pochi negozi dove acquistare vestiti alla moda vicini alle loro esigenze e al loro stile. A Jesi negli ultimi anni hanno chiuso molte attività commerciali, soprattutto di abbigliamento.
Questo viene confermato anche dal Centro Studi Cna Marche che, in base ai dati ricevuti dalla Camera di Commercio, conferma che il 2024 si chiude con un saldo negativo di 105 imprese, registrando un calo del 3,2% rispetto all’anno precedente.
Una prima causa è la crisi economica generale, i negozi di abbigliamento infatti non sono una priorità soprattutto all’interno di un nucleo familiare. Inoltre la relativa riduzione di burocrazia, norme, regolamenti e tasse dello shopping online avvantaggiano il venditore e non solo, anche per i compratori risulta molto più pratico in quanto non bisogna neanche uscire di casa.
Un altro fattore che influisce negativamente sull’andamento del fenomeno sono gli affitti molto alti, soprattutto in centro. La presenza di catene di abbigliamento influisce negativamente sui piccoli commercianti e i negozi di proprietà spesso non hanno continuità all’interno della famiglia, poiché i figli non trovano stimolo a continuare l’attività e pertanto scelgono un altro lavoro.
Alcune di queste motivazioni sono anche legate alla non apertura di nuovi negozi, in particolare per quelli di abbigliamento. L’assenza delle attività commerciali già menzionate è legata anche ad un’analisi di mercato che vede il territorio di Jesi meno preferibile rispetto ad altri. Ad oggi si rileva inoltre un aumento di attività legate alla vendita di cibo e bevande che sembra riscuotere maggior consenso da parte dei consumatori.
Durante l’intervista con l’assessora al commercio Emanuela Marguccio sono emerse alcune riflessioni. Per incentivare le vendite si potrebbe intersecare il commercio con la cultura e il turismo, in modo da richiamare persone nuove e diverse. Un esempio potrebbe essere l’organizzazione di mercatini.
Il punto di forza su cui far leva si trova nel rapporto di fiducia tra il commerciante e il cliente che costituisce un valore aggiunto rispetto allo shopping on line. Un altro aspetto interessante emerso dall’intervista è la differenza tra centro commerciale (non luogo, quegli spazi anonimi del grande commercio e della comunicazione che hanno tutti la stessa atmosfera e lo stesso stile) e centro storico, ricco di diversi itinerari, come ad esempio i musei, che possono adattare la loro offerta e diventare luoghi di interesse per i giovani.
C’è stata poi una variazione nel genere dei negozi, ovvero un aumento di outlet, attività legate alla tecnologia e telefonia. È variata inoltre la concezione di stores e si richiede sempre più di rispondere a necessità diverse e servizi diversi come quello di fare consegne a domicilio o trovare in un unico luogo un’offerta differenziata (ad esempio una caffetteria all’interno di una libreria).
A questo proposito c’è un’idea del Comune di Jesi per sviluppare e incrementare le potenzialità del mercato delle Erbe che potrebbe diventare un luogo di incontro dove fare la spesa con calma e non solo.
Claudio Baldi, Maddalena Cigliobianco, Mattia Donzelli, Giorgia Lucertoni, Eleonora Marchegiani – III B – Istituto di istruzione superiore “Galilei”
(foto in primo piano di repertorio)
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