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Cronaca

JESI / Una città pietrificata dal dolore, è Sandro Paradisi il ciclista deceduto

Il noto imprenditore era insieme al suo gruppo amatoriale a Staffolo quando il cuore ha improvvisamente ceduto. Aveva ricoperto incarichi anche in Confindustria 

Malore fatale per Sandro Paradisi mentre va in bici

Sandro Paradisi

JESI, 19 gennaio 2020 – Una città ammutolita, pietrificata dal dolore per la morte di Sandro Paradisi avvenuta stamattina, intorno alle 10,30 mentre era in bici con il suo gruppo di amici, tutti ciclisti amatoriali che la domenica amano macinare diversi chilometri lungo le strade della Vallesina.

Il malore lungo i tornanti

Il percorso scelto per la passeggiata domenicale prevedeva il tratto di strada che da Staffolo conduce a Coste, via Santa Caterina, e proprio lungo i tornanti della frazione, Sandro Paradisi ha smesso tutto d’un tratto di pedalare. I suoi compagni si sono subito accorti che si trattava di qualcosa di molto grave ed hanno immediatamente chiamato i soccorsi.

Sul posto si sono subito recate le ambulanze del 118 e della Croce Verde di Cupra Montana ma subito sono apparse gravi le condizioni dell’industriale. Inutili i tentativi di rianimarlo perché il suo cuore aveva smesso di battere.

Imprenditore con incarichi in Confindustria

Sandro Paradisi, 60 anni, era un imprenditore molto conosciuto non solo nella Vallesina per la sua attività e per il ruolo che ha avuto in Confindustria. Presidente della “Paradisi Srl Società Benefit”, azienda meccanica che produce componentistica tornita di precisione. Perito meccanico, dopo gli studi inizia a lavorare presso la Meccanica Generale dove rimane fino al 1982, quando si trasferisce nell’azienda di famiglia di cui nel 1985 diventerà titolare insieme alla sorella Tiziana.

La notte del terrore

Nel settembre del 2015 visse una nottata di terrore insieme alla sua famiglia. Nel cuore della notte tre malviventi penetrarono in casa e pur di non andarsene a mani vuote aggredirono e picchiarono Sandro.

Erano circa le 3 del mattino (del 17 settembre 2015) quando in via Amendola, l’imprenditore, sua moglie e le figlie stavano dormendo; all’improvviso il botto provocato da tre ladri. Sandro Paradisi si oppose ai malviventi, ma fu sopraffatto dalla violenza del gruppo. Avuta ragione dell’uomo i banditi rubarono tutto quello che di valore esisteva in casa, soprattutto gioielli, per poi allontanarsi. Fu lo stesso Sandro Paradisi a diffondere la notizia tramite facebook.

Sandro Paradisi lascia la moglie Alessandra Cardinali e le due amatissime figlie, Emma, impegnata con gli studi universitari a Milano, e Gaia. Ha ricoperto, come detto, numerosi incarichi in Confindustria. Aveva fatto parte del Consiglio di Amministrazione di altre aziende locali.

Era stato tra i promotori e socio fondatore della Fondazione Succisa Virescit “Maria Baldassarri” – il motto latino significa recisa alla base torna a rinverdire , di Corinaldo, che ha contribuito alla costruzione a Pieve Torina di una nuova scuola dopo i danni inferti dal terremoto.

La salma di Sandro Paradisi è stata composta presso la sala del commiato Ciccoli e Brunori in via don Battistoni alla Zipa. Domani la camera ardente.

(redazione)

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