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Cronaca

Moie Patto tra Sindaci della Vallesina: «Amazon ci ascolti»

Dal convegno organizzato dall’Amministrazione comunale di Maiolati Spontini e dalla Fondazione Lavoroperlapersona la necessità di un’azione condivisa tra Comuni per dialogare con il player della logistica, il nodo traffico – trasporti, le criticità da risolvere

Moie – Sì è parlato di aspettative e opportunità, sviluppo economico del territorio, aumento dei posti di lavoro, incremento della richiesta residenziale ma anche di carenza di infrastrutture, problemi alla viabilità, impatto ambientale e sociale.

Pro e contro dell’insediamento del nuovo Polo Logistico Amazon, alla Coppetella di Jesi al centro del convegno organizzato presso la biblioteca La Fornace di Moie, dall’Amministrazione comunale di Maiolati Spontini in collaborazione con la Fondazione Lavoroperlapersona, dal titolo “Amazon, si apre il sipario. Quali aspettative?”.

Presenti i Sindaci della Media Vallesina, compreso il primo cittadino di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo, i rappresentanti del mondo imprenditoriale e produttivo, il presidente di Interporto Marche, Massimo Stronati, del mondo sindacale, con il responsabilo Cisl ast Jesi – Senigallia – Fabriano, Giovanni Giovannelli, in sala anche il consigliere regionale del Pd Maurizio Mangialardi e i Sindaci di Chiaravalle e Monte San Vito. A moderare l’incontro nella sua prima parte il presidente della Fondazione Lavoroperlapersona, Gabriele Gabrielli.



«Amazon rappresenta una grossa opportunità per il territorio – ha esordito il Sindaco di Maiolati Spontini, Tiziano Consoli nel saluto iniziale -. Parliamo di un polo di distribuzione strategico per il centro Italia, 240mila metri quadrati che hanno richiesto un investimento da 180 milioni di euro e darà lavoro a 1.000 dipendenti».

«Nel panorama economico del territorio viviamo situazioni in cui ci sono persone che hanno perso il lavoro, aziende che hanno chiuso o ridimensionato il personale, è giusto che vengano ricollocate. Ma è giusto anche che i singoli Comuni dicano la propria e che la nascita di questa nuova realtà prenda in considerazione anche le esigenze del nostro territorio».

Concordi tutti i presenti nell’affermare che l’arrivo di Amazon interessa principalmente il lavoro ma l’insediamento innescherà una serie di ricadute a catena anche sui versanti dell’indotto economico, di infrastrutture, trasporti, ambiente e assetto sociale.

«Non stiamo aprendo il nostro territorio solo all’occupazione – ha affermato il Sindaco di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo -, ma ne stiamo per prendere in mano una pagina della sua storia. Dobbiamo avere una visione lungimirante. Di fronte alle recenti chiusure aziendali nel Fabrianese e al caso Imr a Jesi, con Amazon avremo a disposizione tanta occupazione, ma il nuovo polo logistico non può essere la risposta a tutti i problemi. Tra noi Sindaci dobbiamo guardare con stimolo l’arrivo del mega hub, ma anche farci carico di diversificare occupazione e imprenditorialità».

«Se l’età media dei lavoratori Amazon da statistica è di 34 anni, avremo a che fare anche con potenziali nuove famiglie che abiteranno la città e qui cercheranno alloggio e servizi. Abbiamo aperto interlocuzioni con Erap per fare un ragionamento riguardo all’edilizia agevolata con canoni più contenuti per i giovani, mentre per i servizi stiamo lavorando al nuovo polo per l’infanzia in via del Verziere che metterà a disposizione nuovi posti per nido e materna».

Da sciogliere anche il nodo del trasporto ferroviario – per agevolare lo spostamento aggregativo e disincentivare quello individuale – su cui ancora Rfi non si è pronunciata, ma che necessita di un cambio d’uso da trasporto merci a trasporto passeggeri nella stazione presente nell’area Interporto.

A chiosa dell’intervento, la proposta del primo cittadino di creare un tessuto condiviso per interloquire con il player in modo unitario tra Comuni attraverso un accordo di programma, creando quindi un «contenuto tecnico organizzativo, insieme agli altri Comuni della Vallesina, che sappia dare una direzione uniforme al territorio».

Anche il presidente di Interporto Marche, Massimo Stronati, ha sottolineato la centralità del lavoro che arriverà in Vallesina grazie ad Amazon. «Ma l’intermodalità dell’Interporto passa anche tramite la ferrovia e il tratto che attraversa quest’area fa capo ad Interporto e non a Rfi» ha sottolineato, evidenziando anche l’importanza del confronto tra Comuni per trattare con il mega player della logistica.

«Una realtà come Interporto che sembrava finora non avere identità, è stata scelta da Amazon perché progettata bene e per la sua posizione strategica nel centro Italia e rispetto a porto, aeroporto e collegamento ferroviario. Amazon porta qualcosa con cui ci dovremo uniformare, le modalità con cui ha condotto la trattativa e con cui gestirà le assunzioni e l’intero polo logistico, sono dettate da una metodica uniforme che viene applicata in tutti gli stabilimenti», ha concluso il Presidente, ponendo l’accento anche sui possibili ulteriori sviluppi dell’insediamento Amazon.

«Stanno cercando aree per lo sviluppo e noi stiamo ragionando con il Sindaco sulle possibili soluzioni, ma in quest’ottica di espansione servono le infrastrutture».

Infrastrutture e viabilità sono l’altra macro tematica sviscerata durante l’incontro, che ha visto molti dei Sindaci intervenuti esprimere preoccupazione sulla mancanza di strade adeguate a reggere l’impatto dell’aumento notevole del trasporto su gomma, sottolineando anche l’inadeguatezza del casello autostradale di Ancona Nord e la preoccupazione dei Sindaci di Monte San Vito e Chiaravalle sull’ipotesi di traghettare sul casello della A14 di Montemarciano parte del transito dei camion, realizzando anche una eventuale bretella.

«La Regione è stata più volte interpellata per darci informazioni e prendere posizione riguardo a questo tema ma non abbiamo mai ricevuto risposta», ha detto la Sindaca di Chiaravalle, Cristina Amicucci. Mentre «sull’ipotesi alternativa di una bretella di collegamento dal casello autostradale di Montemarciano, io e altri colleghi ci siamo espressi con un categorico no. La soluzione non può essere certo quella di creare una nuova infrastruttura che consuma ulteriore territorio, devasta paesaggi e rischia di diventare una cattedrale nel deserto come è accaduto con il raddoppio della Ss16», ha aggiunto Thomas Cillo, Sindaco di Monte San Vito.

«Soluzione più logica e naturale sarebbe potenziare il casello di Ancona Nord e raddoppiare la Ss76 verso l’Interporto che ha già uno svincolo dedicato appositamente».

Incisivo l’intervento del responsabile sindacalista Giovanni Giovannelli che nell’affrontare le tematiche di potenziamento delle infrastrutture, welfare e formazione, ha individuato proprio nella Regione Marche il player fondamentale del territorio che può attivare le politiche più idonee ad accogliere il mega hub, soffermandosi poi sul welfare aziendale, «su cui Amazon rispetto ad altre realtà, è avanti» e sulla sicurezza sul lavoro, in presenza di interferenze lavorative da parte delle ditte di logistica che effettuano le consegne e che «oggi risulta uno dei settori con più alta percentuale di incidenti sul lavoro, superando anche quello dell’edilizia».



Diverse e contrastanti le opinioni dei Sindaci intervenuti, nella seconda parte del convegno, moderato da Michele Cardinali della Fondazione, divisi tra chi sostiene l’arrivo di Amazon come un’opportunità e l’occasione di migliorare i collegamenti infrastrutturali dell’intera Vallesina, chi ha sollevato le preoccupazioni per il traffico e le ripercussioni sul territorio, di cui ancora non abbiamo cognizione certa, e chi ha evidenziato la necessità di lavorare sulla coesistenza delle realtà imprenditoriali già presenti sul territorio e del nuovo polo logistico.

«Affinché tutto ciò che abbiamo detto in questo pomeriggio sia risolutivo – ha poi sottolineato il Sindaco di Maiolati Spontini, Tiziano Consoli – potremo chiedere al Sindaco dei Jesi di redigere un documento da sottoporre ad Amazon, che sia rappresentativo delle istanze emerse, dove potremmo individuare le nostre richieste, le nostre esigenze, il riassunto degli interventi sulle politiche occupazionali, sullo sviluppo economico, sulla tutela del piccolo commercio locale che va valorizzato, sull’impatto dell’intermodalità nella gestione delle merci, sulle infrastrutture. Credo che di fronte alla condivisione di una posizione da parte di tutti i Sindaci del territorio, anche un colosso internazionale come Amazon possa darci attenzione».

«Un documento programmatico che dia voce a noi Sindaci e ci renda protagonisti di questo cambiamento. I Sindaci rappresentano le comunità ma anche il valore aggiunto di quello che è la storia di una cultura, di un territorio che si è sviluppato e che vuole voltare pagina ma avere anche la certezza che dietro il cambiamento ci siano garanzie, rappresentative non di noi stessi ma delle nostre comunità».

All’incontro erano presenti anche i Sindaci di Castelbellino (Andrea Cesaroni), Castelplanio (Giuseppe Montesi), Mergo (Luca Possanzini), Montecarotto (Giuseppe Paoloni), Monte Roberto (Lorenzo Focante), Poggio San Marcello (Fabrizio Chiappa), Rosora (Fausto Sassi).

(foto in primo piano: Gabriele Gabrielli, Lorenzo Fiordelmondo, Tiziano Consoli, Massimo Stronati, Giovanni Giovannelli)

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