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Promozione Biagio, Fenucci: «Ok la salvezza ma Chiaravalle merita l’Eccellenza»

Il mister: «I tifosi rossoblù sono unici, speciali. Seguono con passione la squadra e chiedono di tornare nella categoria superiore, la Società? I dirigenti che ci sono ora sono persone serie che andrebbero supportate con nuova linfa»

Gianluca fenucci

ChiaravalleGianluca Fenucci, chiaravallese doc, è tornato alla guida della Biagio Nazzaro dopo una decina d’anni e la squadra ha raggiunto la salvezza nel campionato di Promozione con una giornata d’anticipo.

Mister Fenucci è soddisfatto?

«Sì, moderatamente soddisfatto. Sono arrivato alla Biagio il 25 novembre scorso e ho trovato calciatori bene allenati. Mancava un po’ di serenità e penso di averla portata. Abbiamo subito fatto molto bene, due vittorie consecutive e poi un pareggio contro il Gabicce Gradara che è forte. All’inizio del 2025 la grande vittoria nel recupero di Pergola che però ci ha fatto perdere energie importanti perché dopo 2 giorni c’era in programma la trasferta a Lunano. Lì è un po’ girata la stagione: eravamo in vantaggio, poi abbiamo perso per un infortunio grave Cecchetti e abbiamo anche perso la partita e tutto è diventato più difficile».

Gianluca fenucci

In cuor suo sperava di raggiungere i play off…

«Sì, vero: lo sport per me è sempre stato un modo di sognare e puntare al miglior risultato possibile ma abbiamo avuto troppi infortuni in un breve lasso di tempo che ci hanno privato di giocatori importanti, sia esperti che giovani come Casagrande e Schaffer. E quindi il risultato finale è buono, la salvezza è stata raggiunta con serenità e senza patemi».

Che differenze ha trovato alla Biagio 10 anni dopo?

«Prima di tutto il campo da gioco: prima era uno dei migliori della regione ora purtroppo è impossibile giocare a calcio al Comunale. Non è un caso che le migliori prestazioni le abbiamo fatte in campi sintetici dove una squadra tecnica e che predilige un gioco palla a terra e verticale ha potuto esprimersi al massimo. Dieci anni fa vincemmo la Coppa Italia, giocammo la finale per la serie D ai playoff contro il Montegranaro che divenne poi la Fermana. Ora è chiaro che la Società ha bisogno di tutti, dei tifosi che hanno un’importanza notevolissima, di dirigenti appassionati e che amino la Biagio. I massimi dirigenti che ci sono ora sono persone serie che andrebbero supportate con nuova linfa, persone che amano i colori rossoblù».

I tifosi sono sempre stati un’anima importante della Biagio Nazzaro, un plus valore: sono sempre vicini o si sono allontanati come a Jesi?

«I tifosi rossoblù sono unici, speciali. Seguono con passione la squadra ed è chiaro che la vorrebbero sempre in alto e chiedono di tornare in Eccellenza. Molti di loro li conosco da tempo, Simone Marcellini, Giacomo Sampaolesi, Vidulich, Carletti, altri sono stati addirittura miei studenti. A Pesaro contro il Villa San Martino erano appiccicati alla panchina, dietro la rete, e mi sono sentito uno di loro, anche alla mia veneranda età. Ogni tanto criticano ma questo è comunque positivo anche per noi che siamo in campo, perché ci spronano a dare sempre il meglio. Per la Biagio è indispensabile avere gli ultras al fianco: persone che hanno fatto tanti sacrifici e vogliono bene ai colori rossoblù. Bisogna cercare di abbattere le barriere e ritrovare un’unione che è indispensabile per raggiungere risultati importanti».

Gianluca fenucci

Quali sono le prospettive? Cosa si aspetta per il futuro?

«Spero che la Biagio trovi nuove motivazioni e persone che aiutino il movimento a crescere e fare meglio. Sono a disposizione, mi sento parte di un progetto che è solo in embrione. E’ necessario che l’Amministrazione comunale pensi a un campo nuovo, magari in erba sintetica e bisogna lavorare sempre più efficacemente sul settore giovanile che deve essere la linfa vitale di una Società come la Biagio. In prima squadra devono giocare più ragazzi di Chiaravalle e del territorio: qualcosa penso di aver portato da questo punto di vista. E’ chiaro che la Biagio Nazzaro deve puntare a tornare in Eccellenza e per far questo occorre programmare oculatamente, non solo prendendo giocatori validi che occorrono comunque. Il futuro deve essere rossoblù».

(p.n.)

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