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Cronaca

SERRA SAN QUIRICO / LA MORTE DI RAUL BALLARINI: “GRANDE UOMO, GRANDE CHEF, GRANDE AMICO”

Raul Ballarini

SERRA SAN QUIRICO, 27 dicembre 2016 – Aveva 71 anni Raul Ballarini. E’ morto poco prima dell’alba di Santo Stefano tra le braccia delle figlie.  Non stava bene da qualche anno, il cuore faceva capricci.

“Avvertite gli amici” ha raccomandato alle figlie poco prima di spirare. Raccontare Raul non è semplice, forse è inutile. Lo conoscevano praticamente tutti, perché a “La Pianella” – il ristorante tra i pini della collina che sovrasta Serra San Quirico – sono rari coloro che non ci hanno mangiato. Uno chef senza scuola specifica alle spalle ma con un credo assoluto: qualità e ricerca. Era scorbutico, talora intrattabile, scontroso. Era generoso, disponibile, originale, sopra le righe. Era il baluardo della famiglia, pronto a lottare con l’universo per le sue figlie.

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Ricordi? Una mare, un oceano. Ci piace ricordarlo un mattino di ottobre quando lo seguimmo sul monte Murano. Andava per funghi e per erbe officinali che custodiva come un segreto e usava come leccornie. Conquistò una famosa critica americana giunta in incognito a “La Pianella”, di pomeriggio di un freddo gennaio e chiese di mangiare subito. Lui sbottò di brutto mentre Michelina (la figlia braccio destro) cercava di tranquillizzare tutti.

Raul portò all’americana due fette di pane con i ciarimboli arrostiti, assieme a un Lacrima Doc. Non volle altro l’americana e lo decantò sul New York Times. E quelle “Colazioni di Pasqua” per decine di appassionati e competenti soci dell’Accademia della Cucina Italiana? Memorabili.

Raul Ballarini grande chef, grande uomo, grande amico. Un aneddoto che in pochi ricordiamo. Era la fine degli anni Ottanta e alla redazione di Jesi del Corriere Adriatico eravamo in cinque o sei. Era Ferragosto e allora si lavorava. Non sapevamo dove andare a pranzo perché a Jesi erano  tutti chiusi, anche la trattoria della Fortuna dove andavamo di solito. Ci eravamo portati qualcosa e stavamo per mangiare, seduti sotto la veranda di quella trattoria in piazza delle Monnighette. All’improvviso arrivò un rumoroso Ape. Era Raul con ogni ben di Dio. Pranzò con noi anche qualche sbandato senza meta.

Ebbe riconoscimenti nazionali e oltre (raccolse consensi anche in una missione a Parigi), era chef prediletto di industriali e imprenditori. Mai servile, tutt’altro, gli piaceva la gente che gli diceva “Raul ho fame, pensaci tu”. E lui ci pensava. Eccome ci pensava!

Basta così, altrimenti non la smettiamo più. Raul è andato avanti, come amano dire gli alpini, e lo rincontreremo. E quando sarà faremo festa. Per ora lo piangiamo e ci stringiamo ai suoi cari.

(Bruno Luminari)

I funerali domani, 28 dicembre, in Santa Lucia a Serra San Quirico. Tumulazione nel cimitero del paese originario, Maiolati Spontini.

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