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Alta Vallesina

VERTENZA ELICA / La marcia dei lavoratori: «Basta delocalizzazioni»

Diverse centinaia i lavoratori in strada per contestare il piano di Elica e per dire “No” alla delocalizzazione della produzione dall’Italia alla Polonia

FABRIANO, 11 maggio 2021 – I lavoratori di Elica scendono in strada. Sciopero di tre ore e marcia fino ai cancelli della sede della multinazionale fabrianese.

Diverse centinaia lavoratori coinvolti dalla mobilitazione, non solo Elica, ma anche rappresentanti di altre realtà produttive dal mondo del “bianco” fabrianese. Al centro delle contestazioni dei lavoratori e delle sigle sindacali il piano di ristrutturazione presentato lo scorso 30 marzo.

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Un piano contestato dai lavoratori, che hanno ribadito il loro “no” al piano proposto dall’azienda fabrianese. Una ristrutturazione che nelle intenzioni più volte ribadite da Elica porterà alla riduzione dei volumi produttivi (da 1.400.000 a meno di 400.000), alla chiusura di reparti a Mergo, a quella dello stabilimento di Cerreto D’Esi ed il trasferimento di linee produttive in Polonia.

Una marcia breve ma simbolica, partita nei pressi degli stabilimenti dell’ex Antonio Merloni (ex ed Jp Industries poi Indelfab, che ha recentemente dichiarato la mobilità di tutti i lavoratori) ed arrivata davanti ai cancelli della sede centrale di Elica, distanti circa 500 metri.

Duri i sindacati, partire dall’attacco Fiom: «È una vergogna – accusa Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile elettrodomestico – che nel momento in cui nel nostro paese si distribuiscono risorse alle imprese attraverso il PNRR si permetta ad un’azienda come la Elica, multinazionale italiana leader mondiale nel settore delle cappe aspiranti, di delocalizzare la produzione in Polonia e di licenziare. Il Governo deve riconvocare il tavolo e far assumere alla proprietà le proprie responsabilità».

Decisa anche la presa di posizione della Uilm. «A Fabriano per ribadire che non ci saranno sconti per chi abbandona l’Italia per fini speculativi. La vicenda Elica è solo l’ultima ferita di un territorio martoriato da anni. Continueremo a stare al fianco dei lavoratori e a chiedere alla proprietà di tornare sui suoi passi».

Anche la Fim, con il segretario nazionale Nobis che definisce “Inaccettabile” la scelta dell’azienda. «Elica deve tornare sui propri passi, servono investimenti non delocalizzazioni».

-foto di copertina e gallera Photo Studio Cico-

(Redazione)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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