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Jesi “Viva la Costituzione”, la lectio magistralis di Luca Sommi

Al Teatro Pergolesi un monologo in cui il giornalista, docente e scrittore ha spiegato come la nostra Carta sia «bella, giusta, poetica, gentile, generosa. È scritta come una poesia ma è rigorosa, non ammette che la si contraddica»

Jesi – Ho in mano il libro da cui Luca Sommi, giornalista, docente e scrittore, ha tratto l’ottimo monologo “Viva la Costituzione”, visto pochi giorni fa al Teatro Pergolesi. L’esergo, tratto da Piero Calamandrei, è indicativo. Fulminante.

Dice: «Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e le dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione».

Partendo da qui, con una profondissima prefazione del costituzionalista Michele Ainis, Sommi costruisce un monologo spiegando che «è bella, giusta, poetica, gentile, generosa la nostra Costituzione. È scritta come una poesia ma è rigorosa, non ammette che la si contraddica. Considera tutti i cittadini e le cittadine uguali, dal più povero al più ricco, senza distinzione di sesso, razza, religione, lingua, orientamento politico, condizioni sociali ed economiche. Per la nostra carta costituente tutti devono avere pari dignità sociale e la legge deve essere uguale per tutti. Obbliga la Repubblica a rimuovere tutti quegli ostacoli che impediscono ai cittadini e alle cittadine di avere una vita dignitosa. Non dobbiamo avere paura di niente perché c’è la Costituzione a proteggerci».  

Luca Sommi attraversa il palcoscenico quasi cercasse il tempo e le parole, spiega la scelta, nella stesura di un’ottantina di anni fa, di verbi e di termini che, allora, nessuno avrebbe pensato di poter coniugare, tanto erano innovativi ma vissuti, dai padri costituenti, sulla propria pelle. C’è la cultura, nel monologo, c’è lo studio e ci sono i messaggi che escono dalle quattro mura di una tela, dipinti e opere di autori che hanno rappresentato la guerra e l’oppressione, metafore, allegorie e choc nei campi profughi, e canzoni che hanno segnato e segneranno la nostra esistenza.

Un monologo che va a tutti, «specialmente ora, – dice – in un momento storico in cui la riforma del Governo Meloni la vuole stravolgere. La Costituzione non va rivista, va semplicemente applicata e difesa. Sempre».

Anche se non erano presenti alcuni rappresentanti della politica locale, mi ha colpito un messaggio che la Fondazione Cardinaletti, per bocca del suo presidente Andrea Cardinaletti, insieme a molti giovani della Fondazione, ha lanciato.

Ecco la sostanza: «L’evento Viva La Costituzione Italiana é stato una grande boccata di ossigeno rigenerante per chi fa dell’impegno sociale un motivo di vita e per chi crede nel valore del progresso civile attraverso i giovani. Noi della Fondazione faremo della Costituzione il nostro nuovo statuto e faremo in modo che rappresenti il manuale d’istruzioni del nostro impegno. Serate come questa debbono incidere nelle nostre azioni per essere utili al cambiamento che tutti auspichiamo. Andiamo avanti noi che ci crediamo».

No, gli articoli della Costituzione non sono solo canzonette.      

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