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Morro d’Alba Cantamaggio, quattro date per celebrare la memoria contadina
Da oggi 15 sino a domenica 17 con chiusura il 31 musica popolare, cortei, mostre, danze e albero rituale animeranno il borgo nel segno della primavera
Morro d’Alba – Ritorna la Festa del Cantamaggio, antico canto rituale di questua, che da secoli celebra l’avvento della primavera, della nuova stagione agricola e che affonda le sue radici nei riti pagani di fertilità, di augurio e di benessere per la comunità e i singoli.
Il Cantamaggio, organizzato dal Comune è curato del Centro Tradizioni Popolari e da La Macina, con il patrocinio della Regione Marche, Italea Comune delle Radici, la collaborazione della locale Pro Loco, del Circolo Morrese, Danzintondo e Circolo Acli, si svilupperà, nelle tre giornate del 15, 16 e 17 maggio, per poi concludersi, nella notte del 31 maggio, con il rituale Rogo in piazza dell’Albero del Maggio.

Il canto rituale di questua veniva cantato da gruppi di maggianti la notte fra il 30 aprile e il 1°maggio, casa per casa, nella classica formazione di tre elementi: organetto, triangolo, cembalo e voci maschili. Unica eccezione nel Fabrianese, dove gli strumenti fondamentali di accompagnamento sono i violini popolari e il violone (strumento ad arco delle dimensioni di un violoncello con funzione di basso), con l’aggiunta dell’organetto o della fisarmonica e dove il gruppo tra canterini e suonatori varia da un minimo di sei a un massimo di dieci elementi.

La pratica di portare l’augurio di maggio, con l’esecuzione di questo canto specifico, va inesorabilmente scomparendo, a causa delle trasformazioni profonde della società e in modo particolare della polverizzazione della civiltà contadina. Proprio per evitare o almeno frenare questo rapido declino, si chiamano a raccolta, ogni anno, gli autentici portatori della tradizione provenienti da tutte le Marche e dalle regioni limitrofe, per ritrasmettere a rendere viva una delle nostre più autentiche tradizioni.
Anche questa edizione del Cantamaggio morrese, presenta il solito, ricco cartellone di proposte.
Nella giornata di oggi venerdì 15, alle ore 11, nel Piazzale Bersaglieri addobbo dell’albero del maggio da parte dei bambini della scuola dell’Infanzia e degli ospiti della Casa di Riposo di Morro d’Alba, con l’esibizione dei bambini che hanno partecipato al laboratorio di danze popolari a cura di Danzintondo.
Con questa simpatica Festa-Gioco i bambini abbelliranno l’Albero del Maggio (simbolo di fecondità e di benessere per la comunità e i singoli) con fiocchi multicolori e striscioline di stoffe colorate. L’Addobbo sarà occasione per tutti i bambini di adornare l’Albero, (che poi nel pomeriggio di domenica sarà portato a braccia e in corteo dai giovani del paese, sino ad essere piantato in Piazza Tarsetti) e di intonare una serie di canti popolari infantili di augurio e di festa.
Questa Festa – Gioco, nella sua semplicità ha però un grande valore simbolico: vuole legare il mondo infantile a questo rito primaverile del canto rituale di questua dei portatori autentici della tradizione: un vero e proprio passaggio di testimone dalle mani dei bambini a quelle dei grandi.
Nella giornata di domani, sabato 16.
Alle ore 16, nella sede di Danzintondo (via Morganti, 48):
Laboratorio di danze popolari a cura di Danzintondo
Alle ore 18, nei sotterranei dell’Auditorium Santa Teleucania
Inaugurazione della mostra fotografica di Danilo Antolini “l volti e le radici. I ritratti dei cantori”
Alle ore 21.30, preludio alla vera festa del Cantamaggio, nell’Auditorium Santa Teleucania il tradizionale Concerto per Il Maggio, con Gastone Pietrucci e Marco Poeta che in questa occasione presenteranno, in anteprima nazionale, il loro primo cd Alchimia. Dodicicordeperunavoce scuraetorturata. Ingresso libero sino a esaurimento dei posti
«Il sottotitolo di questo splendido lavoro è (tutto attaccato) dodicicordeperunavoce scuraetorturata. Una definizione che calza come un guanto per la vocalità scabra e poderosa di Pietrucci, anima della Macina, cuore della memoria folk marchigiana. Accanto ha le dodici corde tutte fioriture e ricordi di fado di Poeta, in una sorta di voluta e trovata complementarietà affinata negli anni. Schegge di musica di un popolo che non c’è più, anello di tenuta contro l’interessata, fomentata futilità di questi tempi amari». (Guido Festinese, il Manifesto, Alias, Sabato 21 marzo 2026).
Gastone Pietrucci, voce
Marco Poeta, chitarra dodici corde
Nella giornata di domenica 17, il Cantamaggio vero e proprio, arrivato quest’anno alla 44ma edizione.
Tutti i Gruppi spontanei presenti riporteranno, secondo l’antico rituale, casa per casa, nel corso della mattinata, il canto rituale di questua del maggio, percorrendo tutte le contrade e il paese di Morro d’Alba. Un incontro interessante di diversi gruppi popolari del Centro Italia, per questo rito popolare della primavera
Nel pomeriggio, dalle ore 16 alle 20, esibizione estemporanea dei Gruppi tra la gente in piena libetà, nella maniera più spontanea e festosa (centro storico).
Alle ore 17 Corteo dell’albero del Maggio. L’Albero (debitamente addobbato e infiorato precedentemente dai bambini della scuola materna) viene portato a braccio dai giovani del paese e accompagnato da un corteo assordante, festoso e orgiastico di tutti i cantori e suonatori popolari.
Alle ore 17.30, L’albero del Maggio (simbolo di fecondità e di benessere) viene piantato in Piazza Farsetti, dove rimarrà esposto per tutto il rimanente mese, sino a quando nell’ultima notte di maggio, domenica 31, verrà bruciato in Piazza Barcaroli, con l’ultimo tradizionale rito del Rogo in piazza dell’Albero del Maggio. A seguire, intorno all’albero esibizione straordinaria di balli tradizionali a cura di Danzintondo.
Alle ore 19 concerto-chiusura del Cantamaggio con Marino Carotti, presentato da Gastone Pietrucci / La Macina presso l’Auditorium Santa Teleucania, dove il musicista jesino, già componente del gruppo La Macina, darà un’anticipazione del suo primo, interessante lavoro discografico, Galantomo era mio padre, che verrà presentato in prima nazionale nell’ambito del 31° Monsano Folk Festival 2016.
Il programma del Cantamaggio presenta, anche altre interessanti manifestazioni collaterali. La visita al rinnovato Museo della Cultura mezzadrile Utensilia, che ha ora sede nelle grotte della Scarpa del Palazzo comunale (recentemente restaurate e riportate all’antico splendore), una raccolta ragionata e documentata della vita e dei mezzi produttivi dei mezzadri marchigiani, attraverso otto sale tematiche.
Nel Museo è allestita la mostra “I Paesaggi, il Cantamaggio e la buona terra” del grande maestro marchigiano, Mario Giacomelli, uno dei massimi testimoni contemporanei dell’arte fotografica.
La foto del manifesto ufficiale è opera di Angelo Roberto Tizzi, uno dei più importanti fotografi italiani, ed è tratta da un suo famoso reportage a Polverigi, nel 1985, e ritrae il suonatore popolare Severino Ronconi, di Morro d’Alba, recentemente scomparso, alla cui memoria il Cantamaggio è dedicato.
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(foto in primo piano, Gastone Pietrucci)
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