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Attualità

BELVEDERE O. / Circoli chiusi in difficoltà: la Sindaca scrive al premier Conte

«Qual è la differenza con i bar che restano aperti? Il peso del sacrificio non viene suddiviso in parti uguali», spiega Sara Ubertini

BELVEDERE OSTRENSE, 15 dicembre 2020 – La sindaca Sara Ubertini, ha scritto una lettera lo scorso 7 dicembre al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, al Ministro della salute, Roberto Speranza e al Presidente della Regione, Francesco Acquaroli, circa la sospensione delle attività dei centri culturali, sociali e ricreativi.

«I circoli presenti nel territorio comunale si trovano in difficoltà economica nella “normalità” e l’unica ragione che spinge i gestori a tenere aperta l’attività è esclusivamente quella di vedere il sorriso di un belvederese nel sorseggiare un caffè o nello scambiare un’opinione, una battuta e una chiacchiera con un altro concittadino» si legge nella lettera pubblicata anche sulla pagina Fabook istituzionale.

«Consapevoli che il periodo storico che stiamo attraversando è forse uno dei più difficili del dopoguerra, in considerazione dell’emergenza sanitaria conseguente al Covid-19 e del disagio socio-economico che detta pandemia ha provocato e provocherà nei prossimi mesi (forse anni) e che la gestione di siffatta emergenza è cosa per nulla facile, assolutamente ardua e difficoltosa – si legge -. Trovo però che il provvedimento adottato dal Governo penalizzi in maniera particolare le nostre piccole realtà ed allora ho ritenuto giusto farmi portavoce del nostro disagio, chiedendo ai destinatari della mia missiva quale sia  la differenza tra un circolo del Comune di Belvedere Ostrense che fa circa 2.000 abitanti ed in cui di fatto gli avventori sono quasi tutti tesserati e quindi facilmente individuabili (anche perché, oltretutto, ci conosciamo tutti per nome e cognome), e un bar di un centro e/o di una città più grande, in cui transitano migliaia di persone, peraltro in larga misura sconosciute».
La missiva si conclude così: «Facile chiedere agli italiani di resistere; più difficile fornire loro le ragioni e le motivazioni per una resilienza, soprattutto se poi il peso del sacrificio non viene suddiviso in parti uguali. Ed io credo che questo sia il compito della politica vera, quella che riconduce ai valori della “polis” e che, come teorizzata da Platone, deve essere un organismo educativo collettivo nei confronti del singolo, finalizzato al bene comune».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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