Castelbellino Bullismo e Cyberbullismo, la prevenzione inizia dal dialogo
Grande partecipazione all’iniziativa promossa dal Comune e dall’Istituto comprensivo “Beniamino Gigli” con la toccante testimonianza della mamma di una vittima di questa piaga sociale la cui tragica storia ha ispirato il libro “Oltre il pantalone rosa” e il film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”
Castelbellino – Martedì scorso presso la Sala Margherita Hack di Castelbellino Stazione si è tenuto un incontro molto partecipato dal titolo “Bullismo e Cyberbullismo”.
L’appuntamento, promosso dal Comune in collaborazione con l’Istituto comprensivo “Beniamino Gigli”, ha rappresentato un’occasione preziosa di riflessione e sensibilizzazione su un tema cruciale per la società odierna.
L’assessora all’istruzione e ai servizi sociali, Eluan Mazzarini, ha aperto l’incontro illustrando il progetto di sensibilizzazione sviluppato dall’Amministrazione comunale insieme alle scuole. La dirigente dell’Istituto comprensivo, Maria Nadia Gesuè, ha sottolineato l’importanza di una sinergia tra scuola, famiglia e istituzioni per affrontare la piaga del bullismo e del cyberbullismo:
«Non è solo un problema della scuola o della famiglia, ma un tema che richiede un’analisi approfondita e un lavoro congiunto. I nostri ragazzi necessitano di un’attenzione particolare».

L’iniziativa si è articolata in diversi momenti, tra cui un incontro rivolto alla comunità e uno specificamente pensato per gli studenti della scuola secondaria di primo grado.
Tra i relatori, la testimonianza più toccante è stata quella di Teresa Manes, madre di Andrea Spezzacatena, giovane vittima di bullismo e cyberbullismo che si è tolto la vita a soli 15 anni. La sua tragica storia ha ispirato il libro Oltre il pantalone rosa e il film Il ragazzo dai pantaloni rosa.

Nel suo intervento, Teresa Manes ha condiviso il percorso di dolore da quel terribile giorno, ma anche il percorso di rinascita che l’ha portata a diventare una voce autorevole nella lotta contro il bullismo.
«Nel libro c’è una bugia, ho scritto che l’ho ideato dopo sei mesi dalla scomparsa di mio figlio, invece no, l’ho vomitato dopo appena una settimana, avevo la necessità di parlare, la stessa che poi ho ritrovato in tante altre mamme e tanti genitori, sopravvissuti come me alla morte di un figlio. Questo bisogno incessante di parlare, condividendo il peso lo dividi ma sopratutto tirandolo fuori ho imparato a conoscere, perchè ognuno di noi ha una parte cattiva dentro e se la conosci riesci a gestirla quando tenta di uscire».
«Le parole sono pietre, ma possono essere usate per costruire – ha affermato Teresa -. Sta a noi, come comunità, insegnare ai nostri giovani a usarle come strumento di crescita e non di distruzione».
La dott.ssa Katia Marilungo, psicologa e Presidente dell’Ordine degli psicologi delle Marche, ha sottolineato l’importanza di ripensare il ruolo di genitori, educatori e cittadini.
«Tutti noi dobbiamo interrogarci su come possiamo migliorare per creare una società diversa. Non possiamo accettare una cultura dove vince il più forte, il più visibile, o chi ha più like. Dobbiamo restituire valore all’impegno, alla conoscenza e al rispetto».

Il rappresentante del Centro per la sicurezza cibernetica delle Marche ha offerto spunti pratici per prevenire e affrontare il bullismo e il cyberbullismo, sia dal punto di vista psicologico che legale, ricordando che «non dobbiamo pensare che il problema non riguardi la nostra regione, ricorre anche da noi. Trattiamo casi in tutta la regione di tentativi, per fortuna, di suicidio – ha affermato -, bisogna denunciare oppure venire da noi, facciamo quattro chiacchiere, perchè è qui che si crea il coraggio, ma denunciate. Il bullo c’è stato sempre ma oggi i ragazzi si nascondono dietro a un monitor, al telefono, alle chat e ai social network, è lì che il bullo prende forza».

Un elemento comune a tutti gli interventi è stato l’importanza del dialogo come strumento fondamentale per prevenire e contrastare il bullismo. I relatori hanno evidenziato che un dialogo aperto tra adulti e giovani è essenziale per costruire relazioni basate sulla fiducia, per individuare tempestivamente segnali di disagio e per promuovere una cultura del rispetto e dell’empatia.

L’assessora Eluan Mazzarini ha sottolineato l’impegno dell’Amministrazione comunale, presente in sala anche il sindaco Andrea Cesaroni, nel proseguire con iniziative di sensibilizzazione.
«Questi incontri sono il culmine di un percorso condiviso con l’Istituto comprensivo “Beniamino Gigli”, ma rappresentano anche l’inizio di una collaborazione che durerà nel tempo. L’obiettivo è supportare i ragazzi e le famiglie, affrontando insieme il disagio giovanile».

Durante la mattinata di ieri, mercoledì, i ragazzi dell’istituto sono stati protagonisti di un incontro formativo con esperti, rappresentanti delle Amministrazioni comunali, la Polizia, la psicologa e psicoterapeuta Federica Guercio, e la dirigente scolastica.
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