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Lettere & Opinioni

CASTELBELLINO / L’opposizione denuncia: «Statuto ridotto a carta straccia»

“Ritroviamo Castelbellino” non risparmia accuse a Sindaco e Giunta e, citando Cromwell, attacca: «In nome di Dio andatevene!»

CASTELBELLINO, 28 maggio 2020 – “Giove rende folli coloro che vuole perdere”. Il motto di origine latina, si attaglia perfettamente al sindaco Cesaroni ed alla sua Giunta.

In condizioni normali, chi è già stato chiamato a rispondere di fronte ad una autorità prefettizia (che si muove alquanto lentamente, ma che avremo modo di stimolare) e di fronte alla Procura per atteggiamenti inauditi già messi in atto (Sindaco: la ringraziamo, ma non abbiamo aspettato il suo consiglio: abbiamo già agito in tal senso), di solito capisce l’antifona e cerca di regolarsi.

Il sindaco Cesaroni, forse uniformandosi a questa voglia strisciante di dittatura e uomo forte che sembra pervadere il centro sinistra in questi tempi infelici, ha pensato di essere “l’uomo solo” al comando del Comune di Castelbellino.

Al di là di ciò che lui possa pensare di se stesso e dei suoi sodali, resta il fatto che, cattolicamente parlando, ha molto peccato. Ha peccato in primo luogo in termini di cavalleria: non si aggredisce una consigliera con gli epiteti usati da lui e dai suoi scherani: non è bello.

Non è politicamente corretto in tempi di pari opportunità. Non è da gentiluomini, ammesso che tale categoria concettuale possa in qualche modo riguardarlo.

Federica Carbonari

Ma lungi dal premettere il fatto di essere donna, il Sindaco ha molto peccato in termini istituzionali.

Il suo sentirsi “uomo solo” al comando non lo autorizza infatti a violare le norme dettate dallo Statuto e dal Regolamento comunale, regolarmente ridotte a carta straccia. E tanto più non lo autorizza a violare quelli che sono i principi di fondo di una carta costituzionale e delleleggi al contorno, nata proprio per impedire, dopo il periodo dei podestà fascisti (non vorrei il Sindaco si fosse confuso sbagliando epoca e istituzione), che si potessero ripetere episodi come quelli vissuti dalla minoranza di Castelbellino, certo non trattenuta dal Sindaco stesso e accompagnata rudemente alla porta dall’assessore Amburgo.

Assessore, sia detto per inciso, che ha a sua volta molto peccato, infrangendo le regole sul conflitto di interessi, pure esposte tanto al Prefetto quanto alla Procura.
Ma in fondo, questa minoranza così fastidiosa, cosa avrà mai fatto per suscitare una reazione cosi scomposta?
Poco. Niente di più di ciò che avrebbe fatto qualsiasi minoranza interessata al buon governo. Facciamo qualche esempio (ma ce ne sarebbero molti altri).

Abbiamo chiesto all’assessore Amburgo di spiegare il suo conflitto di interessi, in cui l’assessore Amburgo concedeva contributi all’associazione di pallavolo presieduta dal presidente sportivo Amburgo. Poca cosa dicevamo…
Che dire dei modi di convocazioni del tutto irrituali dei Consigli comunali, fatti per mezzo di mail, al di fuori dei tempi necessari e senza allegare documenti di scarsa importanza come, che so, la bozza di bilancio….
Oppure (siamo veramente così fastidiosi…) vogliamo parlare della scortese richiesta (da parte di questa minoranza) di far decadere consiglieri che hanno abbondantemente superato il numero massimo di assenze ammesse?
Ma poi… Avere addirittura il coraggio di fare accessi agli atti per chiedere conto dell’assegnazione degli aiuti alle famiglie in periodo di covid, faccenda liquidata, tra bando, domande ed erogazioni nel giro di 72 ore…

O ancora, la domanda di accesso ai dati relativi alla cava Mancini, sotto inchiesta per inquinamento, di cui non si riesce ancora a comprendere il ruolo effettivamente svolto dal Comune, nella persona del Sindaco pro tempore e degli assessori…

Sì. Comprendiamo pienamente come il Sindaco se ne sia adontato e adombrato, mostrando il giusto sdegno verso questa minoranza così scostumata, al punto da pretendere di svolgere il ruolo per cui è stata eletta.

Curiosamente, però ci viene in mente l’intervento di Cromwell al corrotto Parlamento inglese, pronunciato nel 1653:
«Voi siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese come Esaù per un piatto di lenticchie; come Giuda tradireste il vostro Dio per pochi spiccioli. Avete conservato almeno una virtù? C’è almeno un vizio che non avete preso? Chi fra voi non baratterebbe la vostra coscienza in cambio di soldi?».

«È rimasto qualcuno a cui almeno interessa il bene della Repubblica? Siete diventati intollerabilmente odiosi per l’intera Nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie ed ora siete voi l’ingiustizia! Ora basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave. In nome di Dio andatevene!».

È una promessa…. Ritroviamo Castelbellino
E noi che siamo compassionevoli, ispirati da tali parole, faremo di tutto per portare avanti i diritti sanciti dalle norme di
legge e della carta costituzionale in queste terre che, fino a prova contraria, fanno ancora parte della Repubblica italiana.

Federica Carbonari

Ritroviamo Castelbellino

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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