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Alta Vallesina

CERRETO D’ESI / La Tari della discordia: contenzioso tra Confartigianato e Comune

“Annullare le richieste suppletive di pagamento Tari 2014/18”

 

CERRETO D’ESI, 22 gennaio 2020 – Tensione alla stelle tra Confartigianato e Comune di Cerreto d’Esi: «Nonostante una fattiva collaborazione tra la Confartigianato e il Comune di Cerreto D’Esi, che nel 2019 aveva portato ad una revisione della TARI, adeguandola a quella degli altri comuni limitrofi ora il Comune rivendica all’intero sistema produttivo ed al commercio, un recupero ingiustificato della TARI versata negli anni 2014 – 2018 per alcune centinaia di miglia di euro, considerando che ad alcuni è già giunta una richiesta per oltre 30.000€, che le imprese non sono in grado di pagare».

Federico Castagna Confartigianato

Federico Castagna, Confartigianato

Così la dura nota stampa di Confartigianato, con il responsabile sindacale dell’area Fabriano Federico Castagna sul piede di guerra: «Richiesta avanzata alle imprese dato che secondo il Comune sarebbe stato concesso uno sconto improprio alle aziende a loro insaputa. Solo nel corso del 2019 è emersa questa situazione e questa rivendicazione che per Confartigianato non è supportata da legittimità in quanto le imprese hanno sempre pagato, puntualmente, quanto richiesto dal Comune di Cerreto D’Esi».

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“Annullare le richieste suppletive di pagamento Tari 2014/18”: questa la richiesta di Confartigianato, che osserva che agli avvisi di pagamento Tari inviati non viene comunicata l’applicazione di alcun beneficio/agevolazione, né indicate presunte riduzioni del tributo riconducibili allo smaltimento dei rifiuti speciali – circostanza della quale le aziende sono venute a conoscenza solo successivamente alla richiesta da parte del Comune degli importi suppletivi Tari (Agosto, settembre 2019).

«Anzi – prosegue Castagna – nei predetti avvisi di pagamento si fa espresso riferimento al fatto che gli importi comunicati siano stati calcolati in base alle tariffe stabilite con deliberazione del Commissario Straordinario dell’epoca e poi con deliberazione del Consiglio Comunale. Null’altro».

Pertanto Confartigianato sottolinea che qualora le richieste di pagamento, oggetto di contestazione, venissero perpetrate si darebbe origine ad una ingiustificata duplicazione di costi, con grave danno economico per l’intero tessuto produttivo, mettendo a rischio la sopravvivenza delle piccole imprese di Cerreto D’Esi, già gravate dalla pesante crisi economica che coinvolge il distretto fabrianese,peggiorate notevolmente dal sisma che ha rallentato l’intera economia.

L’artigianato con 75 aziende e oltre 300 addetti è «Una presenza importante per il tessuto produttivo, che si aggiunge agli altri settori quali il commercio, l’industria, l’agricoltura, il terziario, che tutti insieme, seppur fra tante difficoltà, fanno un punto di forza del territorio che oggi non può essere mortificato dall’Amministrazione Comunale».

(redazione)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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