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Chiaravalle Accorpamento tra “Montessori” e “Montalcini”: inevitabile

L’assessora regionale Chiara Biondi difende la scelta: «Decisione necessaria per evitare precarietà e garantire una gestione sostenibile, riconosciuto l’alto valore del metodo montessoriano», ma il Pd insorge: «Atto di rozzezza istituzionale insopportabile»

Chiaravalle – «L’accorpamento tra gli istituti Montessori e Levi Montalcini era inevitabile, la Regione ha agito per preservare l’identità della scuola Montessori e per garantirne l’autonomia».

L’assessora regionale Chiara Biondi conferma quanto aveva già dichiarato e replica al Pd che parla di «ingiustizia e di atto di una rozzezza istituzionale insopportabile».

«L’ultima cosa che dovevano fare – dicono i consiglieri regionali Maurizio Mangialardi e Manuela Bora – era minare l’esistenza dell’indirizzo montessoriano dell’Ic di Chiaravalle, un simbolo internazionale dell’educazione e un’eccellenza formativa. Lo hanno fatto per salvare un istituto di Piandimeleto. La Biondi doveva valorizzare il percorso formativo montessoriano».

Ma l’assessora regionale ha replicato partendo dai numeri.

«La Montessori ha 421 iscritti, la Montalcini 879. Entrambi gli istituti sono di Chiaravalle ed è un fattore da tenere ben presente. L’istituto Montessori, come documentato da una delibera della Provincia, ha registrato negli anni un continuo calo di iscritti tanto da essere, nel primo ciclo di istruzione, la scuola con il minor numero di iscrizioni a livello provinciale e la stessa Provincia aveva considerato l’ipotesi di dimensionamento del Montessori già nell’attuale anno scolastico, ipotesi che aveva trovato il parere favorevole anche dei sindacati».

L’assessora ha difeso la scelta della Regione affermando che ha sempre avuto un dialogo aperto e continuo con l’Amministrazione comunale di Chiaravalle che conosceva il problema.

«Non si poteva andare avanti a forza di deroghe che, negli istituti sottodimensionati, hanno causato precarietà tecnica e amministrativa e incapacità di programmazione a lungo termine. L’accorpamento era inevitabile. La Regione riconosce l’alto valore didattico del metodo montessoriano tanto da ritenere appropriato il mantenimento della denominazione dell’Istituto Montessori e della relativa autonomia: del resto le 2 metodologie didattiche, quella tradizionale e quella montessoriana, possono ben coesistere».

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