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CHIARAVALLE / TAGLI ALL’OSPEDALE DI COMUNITÀ: POLEMICHE TRA MAGGIORANZA E RIFONDAZIONE COMUNISTA

CHIARAVALLE, 16 ottobre 2018 – Botta e risposta tra la lista di maggioranza Chiaravalle Domani e Rifondazione Comunista. L’argomento sono i tagli ai servizi nell’ospedale Montessori di Chiaravalle con Chiaravalle Domani che critica l’atteggiamento del presidente regionale Ceriscioli e Rifondazione Comunista che polemizza con la maggioranza affermando che non basta denunciare ma occorre la mobilitazione e la proposta.

“E’ recente – sostiene Chiaravalle Domani – una disposizione che obbliga i pazienti che presentano una patologia traumatica minore che necessitano di consulenza ortopedica a recarsi al Pronto Soccorso di Jesi e solo qui potranno essere indirizzati al Fast Track ortopedico. In pratica ora l’utente che si presenta a Chiaravalle potrà ricevere solo la documentazione radiologica e con questa dirigersi al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Jesi e fare una ulteriore fila nell’attesa del triage. E pensare che i PAT presso gli Ospedali di Comunità dovrebbero garantire all’utente una risposta uniforme e tempestiva. E’ difficile cogliere una logica dietro questa scelta, ma un dubbio ci viene: non sarà l’ennesima operazione di svuotamento del nostro ospedale dai servizi che sono utili ad una comunità di circa 70.000 persone (che vivono oltretutto in una zona ad alto rischio ambientale), un’opera iniziata nel 2013 con la Delibera della Regione n. 735 e proseguita, purtroppo, con altre scelte poco eque per i cittadini e che hanno penalizzato alcune strutture ospedaliere della nostra regione?”.

“Eppure proprio a ridosso delle elezioni amministrative di Chiaravalle – continua Chiaravalle Domani –  il Presidente della Regione Ceriscioli aveva annunciato grandi progetti per il nostro Ospedale e alcuni giorni era arrivata la notizia dell’avvio di lavori per 300.000 euro e la sostituzione del tecnico di diagnostica per immagini andata in maternità. Constatiamo con delusione che a queste promesse non sono seguiti i fatti e che i lavori annunciati non sono nemmeno iniziati. A tutto ciò si va a sommare anche il protrarsi, da mesi, della assenza della figura dello Psicologo presso il Consultorio”.

Rifondazione Comunista concorda sul fatto che “i vertici della Sanità regionale hanno perseguito la politica dei tagli ai servizi con la chiusura del laboratorio analisi, di diversi posti letto, la riduzione dell’ orario di apertura del punto di primo intervento, la diagnostica radiologica presente con intermittenza” ma sostiene che l’amministrazione comunale non può solo polemizzare, deve proporre il rilancio dell’ospedale.

“Nell’ ultimo quinquennio, prima la sciocca idea della “Joint venture “ con l’ospedale regionale, poi lo “smantellamento” del Comitato Cittadino non aiutato ad essere supporto dell’ azione amministrativa, infine l’acquiescenza ai tagli. Certo per essere efficace ed incisiva questa azione deve coinvolgere tutte le forze disponibili della città e lo strumento immediato per farlo è, tra gli altri, un consiglio comunale aperto che ascolti le voci dei cittadini, delle associazioni e di chi ha idee e voglia di perseguirle”.

 

Gianluca Fenucci

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