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Attualità

CINGOLI / Consiglio comunale, verrà onorata sul “Balcone” la memoria delle Foibe

Approvata dal Consiglio comunale la mozione di “Centrodestra per cambiare” per intitolare una via o uno spazio pubblico in memoria della tragedia, con iniziative nelle scuole

CINGOLI, 30 maggio 2020 Cingoli si impegna nel ricordare la tragedia delle Foibe.

Nel Consiglio comunale di venerdì scorso, 22 maggio, infatti, è stata accolta positivamente la mozione del gruppo di minoranza “Centrodestra per Cambiare che chiedeva di onorare il massacro degli italiani d’Istria e l’esodo giuliano-dalmata tra il 1943-1947, attraverso iniziative nelle scuole e l’intitolazione di una via o spazio pubblico.

L’evento storico

I massacri delle Foibe sono iniziati in piena Seconda Guerra Mondiale, nel 1943, quando il maresciallo Tito, capo politico della Jugoslavia, si vendicò della dominazione fascista nei Balcani torturando, assassinando e gettando nelle foibe (voragini utilizzate come discariche) oltre ventimila italiani, per l’unica “colpa” di essere appunto italiani.

Il resto dei 250 mila abitanti dell’Istria e di parte delle Venezia Giulia sono stati costretti a un esilio forzato verso l’Italia, lasciando le proprie abitazioni, dato che quel territorio passò dopo la guerra alla Jugoslavia (ora diviso tra Slovenia e Croazia). Per ulteriori approfondimenti su quei fatti, si può consultare un bell’articolo di Focus.

La giornata del ricordo di quella tragedia, prevista per il 7 febbraio, è stata istituita solamente nel 2005 e per lungo tempo questi massacri furono appena accennati dai libri di storia senza approfondimenti, a differenza di altri grandi genocidi dell’ultimo secolo, come, con le dovute proporzioni, la Shoah, la guerra etnica in Rwanda o il genocidio degli armeni, per citarne solo alcuni.

La richiesta di Pacetti e Marchegiani

I banchi delle opposizioni a destra, il sindaco e gli assessori a destra

A Cingoli non c’è uno spazio pubblico o una via intitolata alla memoria di tali massacri. In tale direzione e non solo si inserisce la mozione del capogruppo di “Centrodestra per cambiare, Francesco Pacetti.

«Non esistono – ha spiegato – tragedie di Serie A o di Serie B. Chiediamo di intitolare una via, una piazza o uno spazio pubblico per la tragedia e di predisporre  progetti scolastici volti a far conoscere agli studenti delle scuole questi eventi, come previsto da una legge del 2004. Anche le nostre Marche sono state indirettamente coinvolte, dato che il porto di Ancona fu uno dei punti di arrivo delle navi degli esuli».

La collega di gruppo, la consigliera Maria Catia Marchegiani, ha voluto aggiungere qualche sua considerazione personale, dato che suo marito è originario del Triestino e suo suocero è riuscito a evitare per un soffio di finire una foiba, venendo salvato all’ultimo momento.

«Nulla si può ritenere concluso – ha chiarito Marchegiani  – se non è concluso. L’Istria è sempre stata italiana, con lingua, identità e cultura latina. Essendo mio marito triestino, mio suocero stava per essere infoibato, ma è stato salvato in extremis. Anche se a Cingoli questa tragedia ci sembra così lontana, così non è: guardiamo alle coste della Croazia di mattina, pensiamo a quanti sono sbarcati nella nostra regione. Non è mai troppo tardi per riconoscere il nostro debito verso di loro. Non abbiamo avuto coraggio di riconoscere questa tragedia: dopo 70 anni non si riesce a onorare le vittime, infoibate solo per la “colpa” di essere italiane».

L’appoggio della maggioranza

La mozione è stata accolta favorevolmente dal gruppo di maggioranza.

«È giusto – ha dichiarato il consigliere Monaldo Vignatiricordare le Foibe e dare concretezza alla storia. Occorre cogliere tutte le sfaccettature del passato. È un fatto importante per far sì che questi fenomeni non succedano più. Nei libri di storia non si parlava di questi massacri. Solo recentemente è uscito il libro “Il sangue dei vinti” di Giampaolo Pansa, il quale riportava nomi, cognomi ed eventi riguardanti le Foibe. Questa Amministrazione è stata vicina a questo argomento, la vostra interpellanza è condivisibile e siamo favorevoli. A febbraio 2015 avevamo fatto un convegno insieme ai Licei di Cingoli, in occasione del giorno del ricordo: avevamo ospitato il presidente dell’Associazione dei profughi dalmati, Guido Cace, il quale ci ha raccontato che “festeggiò” un suo compleanno nella foiba di Basovizza. È condivisibile portare a conoscenza delle scuole questo tema. Complicato intitolare una via o una piazza alla tragedia, ma perché no, teniamo una porta aperta».

Un momento del Consiglio Comunale di venerdì 22 maggio

La precisazione del centro-sinistra

Ha condiviso il tema anche il consigliere di minoranza Raffaele Consalvi, anche se ha voluto puntualizzare che le Foibe sono state una conseguenza del ventennio fascista.

«La mozione – ha spiegato – è equilibrata, perché pone all’attenzione un problema di cui non si è mai parlato. Solo oggi si sono smosse le coscienze. Ci metterei un inciso nella mozione: tutto questo è avvenuto dopo il fascismo, che ha provocato tanti morti nella popolazione slava. Questo non giustifica comunque il nascondere questi eventi, ma ricordo che un mio collega di lavoro non riusciva a essere riconosciuto dai suoceri croati perché i genitori erano stati perseguitati dai fascisti. Gli storici stanno ancora discutendo sul merito. Vogliamo un’Europa di pace, non più divisioni, guerre e odio etnico».

L’emendamento di Consalvi sul fascismo è stato bocciato dal resto del Consiglio, mentre la mozione è stata approvata con 14 favorevoli e il solo rappresentante di “Uniti per Cingoli” astenuto.

«Non volevamo scatenare – ha precisato Pacetti – un problema politico. Le pulizie etniche sono ingiustificabili, il negazionismo non è ammissibile. Bisogna conoscere la storia per capirla».

Giacomo Grasselli
giacomo.grasselli@qdmnotizie.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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