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CINGOLI / Nel weekend le celebrazioni del patrono Sant’Esuperanzio

CINGOLI / Nel weekend le celebrazioni del patrono Sant'Esuperanzio

Festa civile e religiosa dal 1984, le celebrazioni del 24 gennaio saranno presiedute dal vescovo Marconi e dall’emerito Giuliodori

CINGOLI, 20 gennaio 2021 – Nonostante la pandemia, arriva puntuale la festa liturgica di Sant’Esuperanzio, patrono di Cingoli. Domenica 24 gennaio, infatti, sono previste le celebrazioni del protettore della città, a cura della parrocchia Santa Maria Assunta e del Comitato patronale.

Gli eventi

Le misure anti-contagio hanno limitato alcuni momenti apprezzati dalla comunità, per cui il programma sarà incentrato soprattutto nei riti religiosi che si svolgeranno tutti nella Collegiata, dove si custodiscono le sacre reliquie del Santo.

La festa sarà preceduta dal triduo di preparazione da domani giovedì 21 a sabato 23 gennaio con la recita del rosario e la messa alle ore 18.

Domenica 24 gennaio, sono previsti gli appuntamenti più importanti. Alle 10 la celebrazione sarà presieduta dal vescovo emerito della Diocesi di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli, Treia, mons. Claudio Giuliodori, mentre in quella alle 11.30 ci sarà il vescovo diocesano mons. Nazzareno Marconi, alla presenza anche delle autorità civili e militari della città, guidate dal sindaco Michele Vittori, e sarà trasmessa in diretta Facebook sulla pagina “Parrocchia Santa Maria Assunta – Cingoli

Nel pomeriggio alle 18 la messa conclusiva che quest’anno, data la situazione pandemica, non sarà seguita dal tradizionale rinfresco sotto il loggiato. Tutte le messe si svolgeranno nella Collegiata di Sant’Esuperanzio nel rispetto scrupoloso delle norme in fatto di contenimento della pandemia.

Sempre domenica 24 gennaio sarà possibile ammirare per l’ultima volta il grande presepio meccanizzato allestito per le festività natalizie dal Comitato patronale, che ha riscosso molto successo, dato che in molti hanno accolto l’invito della dirigenza a scrivere una preghiera e deporla nell’ampolla a fianco del presepio. Le richieste sono state lette nelle messe domenicali e in questo modo si è pregato per le necessità della comunità locale.

La storia della Festa

Le solennità del 24 gennaio richiamano alla mente il giorno in cui nel 1495 vennero rinvenuti i resti ossei che i monaci di allora nascosero per evitare ulteriori tentativi di furto avvenuti negli anni precedenti, custoditi fino al 1984 in un’urna in marmo collocata sotto l’altare della cripta

L’ultima ricognizione, che fece seguito a quella del 27 luglio 1777 alla presenza del Cardinale Guido Calcagnini vescovo di Osimo e Cingoli, permise poi di sistemare i resti nella più accogliente urna benedetta nel luglio 1985 dal vescovo diocesano mons. Tarcisio CarboniL’autenticità delle ossa è da sempre testimoniata da una laminetta in rame riportante la dicitura Iste sunt Reliquiae Beati Exuperantii Episcopi et Confessori”, posta all’interno dei piccoli scompartimenti in plexiglas ove hanno trovato sede anche cimeli del 1400 e del 1700. 

Al di sopra del materassino vi è il simulacro di S. Esuperanzio giacente e vestito con gli abiti vescovili. Le scarpe furono donate dall’allora vescovo ausiliare di Macerata, mons. Vittorio Cecchi, ed il pastorale è dono anch’esso, ma del vescovo Carboni. Al polso destro si può notare una medaglietta in oro con l’effigie dello stemma comunale. Il riconoscimento fu concesso a mons. Adriano Pennacchioni il 18 aprile 1991 dal sindaco Emanuela Branchesi con la scritta “A Don Adriano per alti meriti culturali”. Lo stesso Priore volle in seguito che tale cimelio fosse messo dove attualmente si trova.

Fu un altro Sindaco della città, ovvero Gilberto Giorgi, a prodigarsi e ottenere un risultato molto apprezzato dalla comunità: dal 1984 infatti il 24 gennaio è festa per l’intero Comune con uffici, esercizi commerciali, ditte, fabbriche e scuole chiuse.

«La festa liturgica di S. Esuperanzio – spiega Giovanni Sbergamo, segretario dell’Associazione patronale – si celebra da tempo immemorabile e negli ultimi sessant’anni ha sempre di più assunto un grande valore di unità. Collocandosi infatti a gennaio, l’occasione è propizia per chiedere al Santo la protezione su tutti gli abitanti per l’intero anno che si apre. Nell’archivio ecclesiastico della Collegiata sono conservati molti manifesti e documenti delle feste patronali succedutesi negli anni». 

Tradizione vuole, infine, che S. Esuperanzio sia uno dei tre “barboni”, unitamente a S. Antonio (17 gennaio) e S. Biagio (2 febbraio). Le rigide temperature invernali del periodo di regola non fanno mancare mai la neve che sarà più o meno copiosa a seconda che ad “arrabbiarsi” sia uno solo dei tre Santi o tutti: secondo le dicerie popolari, ciò dipende da come si siano comportate le persone. Questa tradizione è sempre ricordata dai cingolani e non solo.

(IFoto in primo piano dall’alto Piero Alfei, Tonino Emiliani, Giovanni Sbergamo, Floriana Crescimbeni, Primo Domizioli, Piergiorgio Lancioni, don Pawlu Felice, Michela Sbergamo, Anna Ciattaglia e don Patrizio Santinelli)

Giacomo Grasselli

giacomo.grasselli@qdmnotizie.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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