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Lettere & Opinioni

CINGOLI / Per l’ospedale forse non tutto è perduto

Il comunicato del Comitato “Ancora non è notte a Cingoli” pone attenzione sulle dichiarazioni dell’assessore Baldelli che fanno sperare, ma la strada è ancora lunga

CINGOLI, 24 dicembre 2020 – Tempo fa un signore, dopo aver ritirato l’impegnativa per una visita specialistica, legge in essa “entro 10 giorni”, cioè il medico curante – dimostrando una certa urgenza – chiede che la visita venga fatta nell’arco di dieci giorni. Non quindi il giorno dopo.

Un po’ fiducioso, il paziente si reca subito al Cup di Cingoli per richiedere la prenotazione presso l’ospedale di San Severino. L’operatore gentilmente chiede il numero di telefono del richiedente, comunicandogli che sarà richiamato per conoscere la data e la struttura sanitaria di riferimento.

Ma il signore insiste per la prenotazione presso l’ospedale di San Severino e l’operatore, altrettanto gentilmente, precisa che potrebbe essere assegnato ad altra sede, evidenziando, dopo consultazione telematica, che la visita entro 10 giorni non sarà possibile in tutta la regione Marche!

Certo con tanti ospedali chiusi, con tanta assenza di medici specialisti e non solo, il disservizio è dilagante. Assai magra l’eredità sanitaria del vecchio governatore regionale!                     

Veramente le inefficienze non sono solo queste: gli ospedali chiusi nei territori più debolila mancanza dei poliambulatori, la scarsità del personale medico e infermieristico (nonostante i rimpiazzi dell’ultima ora), la mancanza di un vero primario sanitario al nosocomio cingolano, la inesistenza nello stesso ospedale di reparti essenziali, eccetera. Ma forse “non tutto è perduto”.

In molte regioni d’Italia il Covid-19 un “merito” lo ha avuto. Far capire alla politica, perlomeno ad una certa politica, quale madornale errore sia stato fatto nel chiudere gli ospedali periferici, i cosiddetti piccoli ospedali o ospedali del territorio.

L’assessore regionale Baldelli ha dichiarato che la Regione intende riaprire i piccoli ospedali, gli ospedali del territorio, gli ospedali dell’interno.

Se la notizia dovesse essere confermata, si apre finalmente uno spiraglio anche per il nosocomio cingolano. Sì, perché se è vero che l’ospedale di Cingoli non è stato mai chiuso, è anche vero che il nostro nosocomio è stato sempre depotenziato, per cui la riapertura degli ospedali territoriali dovrà, a maggior ragione, assicurare il ripristino totale di quelli ancora esistenti.

Da 38 anni questo comitato, in tutti i modi e le maniere, ha sempre sostenuto e motivato l’esistenza di un vero ospedale a Cingoli, con i suoi reparti essenziali, personale adeguato, i servizi indispensabili e soprattutto le risorse necessarie a garantire il mantenimento, il potenziamento e l’aggiornamento della struttura alle nuove tecnologie.

Ci volevano il Covid-19 e un nuovo governo regionale per svegliare le coscienze della politica. Per il virus occorrono i Covid-Hospital, per le altre acuzie occorre potenziare nel frattempo gli ospedali del territorio. Come il nostro.

Non ci facciamo illusioni. La strada da percorrere per avere un vero ospedale è ancora lunga. Le dichiarazioni di Baldelli e la nuova politica regionale sono un fatto importante. Che purtroppo non è in sintonia con la bozza di previsioni governative del recovery fund: per la sanità nazionale previsti solo 9 miliardi!

Comitato “Ancora non è notte a Cingoli”

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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