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ELEZIONI / Le proposte di Cgil, Cisl e Uil Marche agli aspiranti presidenti

sindacati marche

I Sindacati indicano come priorità il lavoro, la sostenibilità sociale e ambientale, la coesione e lo sviluppo

ANCONA, 26 agosto 2020Cgil, Cisl e Uil delle Marche intendono sottoporre all’attenzione dei candidati Presidenti e alle rispettive forze politiche per le prossime elezioni, le priorità del sindacato confederale per il rilancio del sistema economico e sociale marchigiano.

Nei prossimi giorni tale documento sarà oggetto di confronto con i candidati alla Presidenza.

Secondo Daniela Barbaresi, Sauro Rossi e Claudia Mazzucchelli, segretari generali, «di fronte alla profonda trasformazione nella struttura economica e sociale in termini di quantità e qualità dell’occupazione, reddito e sicurezza sociale, occorrono risposte nuove e inedite puntando su lavoro, sostenibilità sociale e ambientale, coesione e sviluppo con investimenti pubblici e privati, innovazione, accompagnamento nei processi di riconversione e transizione verso un’economica verde, digitale e interconnessa riconoscendo il valore del
lavoro».

«Un nuovo modello di sviluppo che coniughi lavoro e diritti delle persone, innovazione e territorio, coesione e sostenibilità e che sia alla base per un patto tra la Regione e le parti sociali ed economiche delle Marche».

Queste le priorità per il Sindacato: sviluppo sostenibile, riconversione produttiva e rilancio del Made in Italy. La Regione deve promuovere, sostenere e accompagnare i processi di transizione tecnologica e digitale e quella ecologica attraverso politiche e interventi integrati: politiche industriali, politiche di sviluppo, creazione, sostegno e tutela del lavoro, formazione. Vanno sostenute le filiere produttive, qualificando i servizi a supporto a internazionalizzazione,
ricerca applicata e trasferimento tecnologico, con attenzione alle piccole e medie industrie, Pmi. Con la nuova programmazione dei fondi strutturali 2021-2027 vanno garantiti tempestività, selettività negli interventi, priorità ai progetti di maggiori dimensioni e di sistema, partecipazione.

Politiche per il lavoro di qualità

La priorità per la nuova legislatura deve essere il lavoro e la sua qualità, contrastando precarietà e lavoro discontinuo, con particolare attenzione ai giovani e alle donne. Sono fondamentali politiche attive per il lavoro adeguate e un ruolo centrale dei Servizi per l’Impiego pubblici, in sinergia e con il supporto dei servizi privati accreditati, con adeguate risorse professionali ed economiche. È necessario che la Regione Marche si doti di una nuova legge regionale sul lavoro per rendere il mercato del lavoro più inclusivo, più equo e rispondente ai nuovi e mutati bisogni, valorizzando la partecipazione e la concertazione con le parti sociali.

Legalità, appalti e sicurezza sul lavoro

Legalità, trasparenza nel sistema degli appalti, lotta al lavoro nero e sommerso, tutela della salute e sicurezza sul lavoro sono temi prioritari su cui la Regione deve avere un ruolo decisivo. La Regione deve dotarsi di una specifica legge regionale su legalità, appalti e contrasto al lavoro nero e irregolare che preveda anche l’adozione del Durc con indici di congruità, anche in considerazione della ricostruzione post sisma. Serve un forte impegno della Regione sulla prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro, incrementando risorse e organici dedicati alla prevenzione e alla vigilanza.

Istruzione, formazione, ricerca

Occorre investire e valorizzare il sistema della conoscenza: istruzione, università, ricerca, formazione e diritto allo studio, fondamentali per coniugare qualità del lavoro e innovazione.

Politiche di genere e parità

Vanno sviluppate azioni a garanzia della parità di genere e di contrasto a ogni forma di discriminazione. Necessaria una legge regionale sulla parità e le pari opportunità.

Sviluppo sostenibile e infrastrutture

Lo sviluppo sostenibile richiede un’adeguata ed efficiente rete infrastrutturale, materiale e immateriale, a partire dalle infrastrutture digitali soprattutto nelle aree interne per connettere le persone, i territori e i sistemi produttivi. Fondamentali il completamento e realizzazione di opere quali Fano-Grosseto, “Quadrilatero”, variante Falconara-Baraccola, linea ferroviaria Orte-Falconara, Salaria, terza corsia dell’A14 a sud, riqualificazione del Porto di Ancona e raccordo con la grande viabilità, facilitando integrazione e cooperazione con le aree territoriali vicine. Vanno completate rapidamente le opere di edilizia ospedaliera e realizzati i nuovi ospedali ricorrendo all’appalto e superando la scelta del project financing.

Ricostruzione post sisma e messa in sicurezza del territorio

A quattro anni dal terremoto, gli enormi ritardi vanno colmati, ricostruendo territori e comunità, e contrastando i rischi di spopolamento. La Regione deve recuperare un forte ruolo di coordinamento e controllo nella ricostruzione, garantendo massima attenzione alle condizioni dei cittadini e allo stesso tempo vigilando sul rispetto della legalità e delle norme sul lavoro, per dare prospettive certe alle comunità e rendere attrattivi i territori.

Rigenerare i territori

La sfida della rigenerazione del territori necessita della partecipazione delle comunità locali e della centralità dei bisogni delle persone. Vanno integrati i sistemi sanitario, sociale e del lavoro, portando a sintesi un percorso di omogeneizzazione dei rispettivi sistemi locali: Distretti sanitari, Ambiti territoriali sociali e Centri per l’Impiego. Questa è una condizione necessaria per integrare le rispettive attività e rispondere in modo multidisciplinare a bisogni lavorativi, sociali, sanitari, abitativi.

Sanità e politiche sociali

Il sistema sanitario regionale deve garantire la salute dei cittadini, non solo con la riqualificazione della rete ospedaliera, ma soprattutto investendo nella prevenzione e nei servizi territoriali. Va completata la realizzazione di una rete diffusa e qualificata di ospedali di comunità e Case della salute, le cui attività vanno integrate in modo efficace con il sistema di Emergenza – Urgenza e delle Cure primarie. Vanno ridotti i tempi di attesa e la mobilità extraregionale governando e contenendo l’offerta di servizi privati. Il personale va valorizzato, vanno portate a termine le stabilizzazioni e garantite nuove assunzioni. Prioritaria è riqualificare l’assistenza alle persone non autosufficienti a partire dagli anziani: occorre una legge regionale per la non autosufficienza e l’invecchiamento attivo con adeguati finanziamenti. Le politiche sociali devono essere una priorità e contando su adeguati finanziamenti, per garantire coesione e superamento di diseguaglianze e condizioni di disagio. Va ripristinato il Fondo regionale indistinto per le politiche sociali e garantita un’adeguata rete di servizi per l’infanzia e l’adolescenza a partire dall’ampliamento della rete dagli asili nido.

Politiche tributarie e tariffarie

Nelle politiche tributarie e tariffarie va rafforzato il carattere progressivo dell’addizionale Irpef regionale e va rivista la struttura dell’Irap superando forme agevolative non giustificabili. L’indicatore dell’Isee va assunto in modo generalizzato dalle attività regolamentate dalla Regione.

La sfida del riordino istituzionale

La Regione deve promuovere e sostenere forme di gestione associata e di fusione dei Comuni per garantire efficienza e adeguatezza nell’esercizio delle funzioni locali. Per quanto concerne il regionalismo differenziato occorre ribadire che una maggiore autonomia è possibile solo in un quadro solidaristico e unitario del Paese e garantendo i livelli essenziali delle prestazioni a livello nazionale.

Relazioni sindacali

È indispensabile restituire pieno significato al concetto di partecipazione democratica attraverso un fattivo e costante confronto tra istituzioni e parti sociali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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