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Alta Vallesina

FABRIANO / “Ripulivano” i soldi della ‘ndrangheta: tre fermati

FABRIANO, 25 febbraio 2020 – Nelle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale, coadiuvati da quelli dei Comandi provinciali di Ancona, Perugia e Reggio Calabria, hanno fermato, su disposizione della Procura Distrettuale Antimafia di Ancona, due professionisti fabrianesi (due geometri), un broker finanziario e di un imprenditore calabrese ritenuto elemento di spicco della cosca ‘ndranghestista degli Alvaro di Sinopoli (RC), per i reati di riciclaggio e autoriciclaggio commessi con l’aggravante mafiosa.

Contestualmente alla misura precautelare, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo di alcuni beni immobili ubicati in territorio marchigiano per un valore complessivo di 1.500.000 euro, compreso un terreno edificabile a Genga.

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Eseguite anche numerose perquisizioni nei confronti di altri tre indagati, persone e società in varie regioni (estero compreso) incrociate nel corso dell’attività di indagine.

L’azione di questa mattina è partita da una indagine del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri nel gennaio 2018 a seguito di alcune segnalazioni per operazioni sospette, pervenute dall’U.I.F. della Banca d’Italia, in relazione alle quali sono stati accertati stabili rapporti economici tra l’imprenditore calabrese e i professionisti marchigiani destinatari del provvedimento di fermo.

Le indagini hanno documentato un complesso meccanismo di triangolazioni finanziarie tra Italia, Inghilterra e Svizzera – che ha coinvolto altri professionisti sottoposti ad indagine, seppur non destinatari del provvedimento di fermo –  mediante il quale cospicue somme di denaro riconducibili alla predetta organizzazione criminale sono state riciclate, per il tramite del loro imprenditore calabrese, attraverso l’acquisto dei beni immobili sottoposti a sequestro preventivo.

Nel contesto delle indagini intenso il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia atteso che una convergente indagine sulla medesima cosca degli Alvaro, condotta dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria, vedeva coinvolto lo stesso imprenditore calabrese.

(redazione)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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