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Cronaca

Il caso Sette anni fa l’omicidio stradale che ha interrotto la vita di Huub Pistoor 

Quanto avvenuto sarà preso in esame dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, lo Stato italiano dovrà rispondere riguardo al sistema delle revisioni dei mezzi pesanti, quello coinvolto che causò l’incidente mortale non avrebbe dovuto circolare, anche riguardo all’archiviazione accolto il ricorso

Sono trascorsi sette anni dall’omicidio stradale – avvenuto il 29 marzo 2019 – che ha interrotto la vita di Huub Pistoor nel territorio di Agugliano, tra Jesi e Osimo.

Huub, 56enne, era un cittadino olandese, da molti anni residente a Osimo, ingegnere elettronico, Aag Accompagnatore di alpinismo giovanile del Cai sezione di Ancona, socio della Scuola Popolare di Filosofia di Macerata. 

Un rimorchio usurato e con gravi inefficienze tecniche si era staccato dalla motrice di un camion e aveva colpito la sua auto, mentre lui stava rientrando a casa dopo una giornata di lavoro. 

Il conducente del camion con rimorchio è stato condannato a un anno e 4 mesi, pena sospesa. In questi anni la famiglia si è per due volte opposta alla richiesta di archiviazione decisa dalla Procura di Ancona nei confronti dei titolari della Società e proprietari del mezzo pesante. 

Il ricorso contro l’archiviazione è stato accolto dalla Cedu, Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Il caso sarà preso in esame, lo Stato italiano dovrà rispondere riguardo al sistema delle revisioni dei mezzi pesanti (mezzi in quelle condizioni non avrebbero dovuto circolare ma avevano invece superato la revisione) e anche riguardo all’archiviazione (la Procura ha ritenuto responsabile solo il conducente moldavo e non sono state accertate le responsabilità dei titolari della Società di trasporto proprietari dei mezzi e di chi si era occupato di revisione e manutenzione).

La famiglia, in Italia e in Olanda, ha potuto contare in questi anni sul sostegno di importanti associazioni impegnate per la prevenzione, la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile come L’Asaps, la Fondazione Michele Scarponi, l’Associazione Lorenzo Guarnieri, Fiab Fano, sull’attenzione della stampa italiana e di quotidiani olandesi come De Telegraaf.  

La compagna Gioia Bucarelli informa che il 16 marzo a Firenze a Palazzo Medici Riccardi si è tenuta la presentazione in anteprima del libro La legge che non voleva nascere. Dieci anni di omicidio stradale. Una battaglia di civiltà a cura di Stefano Guarnieri e Giordano Biserni.

 Il libro racconta la lunga battaglia di civiltà che ha portato, dieci anni fa, all’introduzione della legge sull’omicidio stradale dopo la raccolta di 85mila firme di cittadini italiani.

Scrivono i curatori: «Una battaglia nata dal dolore di famiglie che hanno vissuto la perdita di un proprio caro e dalla determinazione di chi, come gli operatori della Polizia Stradale, assiste ogni giorno alla violenza e all’ingiustizia riservata alle vittime di omicidio e lesioni stradali».

Nel libro c’è un’appendice curata da Gioia Bucarelli che ha ricordato l’iter giudiziario relativo alla morte di Huub e in cui ha raccolto sentenze con le storie di altre vittime. Desidera ringraziare Stefano Guarnieri e Giordano Biserni per averla coinvolta nel progetto.

«Grazie agli autori per questo importante cammino di civiltà che ha restituito dignità alle vittime. Un cammino che prosegue attraverso l’impegno costante per difendere il diritto alla vita sulle strade e per dare supporto alle vittime».

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