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Attualità

JESI / Agli Orti Pace la città commemora la Liberazione

Autorità civili e militari hanno preso parte alla cerimonia, 76 anni di libertà dal giogo nazifascista

JESI, 21 luglio 2020 – Erano circa un centinaio i cittadini che ieri sera si sono ritrovati agli Orti Pace per ricordare un evento che ha rappresentato una svolta nella vita della comunità: si celebravano, infatti, i 76 anni dalla liberazione di Jesi dal giogo nazifascista, il 20 luglio 1944.

Come in passato autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e della Croce Rossa, con gagliardetti e bandiere, uomini e donnejesini provenienti dai vari quartieri si sono ritrovati attorno al monumento al bersagliere eretto in ricordo della battaglia di Montegranale. Quest’opera è la sintesi di un momento storico vissuto da migliaia di persone, realizzata, come si legge sul monumento stesso, “in memoria delle valorose truppe del Corpo Italiano di Liberazione”, un ricordo che i bersaglieri jesini e la popolazione hanno avuto nei confronti di coloro che hanno perso la loro vita per donare pace e libertà al popolo.Erano da poco passate le 21 quando uno squillo di tromba ha fatto calare il silenzio in quegli Orti poco illuminati dando inizio alla cerimonia di deposizione di una corona d’alloro ai piedi del monumento portata dagli agenti della Polizia Locale. Dopo qualche attimo di silenzio è stato il vice sindaco e assessore alla cultura, Luca Butini, ad aprire ufficialmente la cerimonia di fronte al comandante locale della Polizia di Stato, vicequestore Pietro Sica, ai comandanti le compagnie Carabinieri e Guardia di Finanza, rispettivamente Simone Vergari e capitano Antonio Falco, oltre a tutte le altre personalità.

Butini ha aperto il suo breve intervento facendo un parallelo con l’attuale situazione della società italiana e non solo: in questo secondo decennio del XXI secolo stiamo vivendo una riconquistata libertà dopo aver vinto (almeno si spera) la tragica battaglia contro il Covid; un valore, quello della libertà, che ha spinto gli uomini in armi del Cil a combattere.Butini ha ringraziato i rappresentanti odierni di quegli uomini: gli alpini ed i bersaglieri. La rievocazione storica di quei primi anni ’40, nel nostro territorio e non solo, è stata curata da Marco Barletta, responsabile dell’Associazione Bersaglieri a livello provinciale, che ha portato i saluti del responsabile regionale di quell’Arma, Giuseppe Lucarini.

La sua non è stata una ricostruzione conseguente all’aver vissuto gli eventi, quanto un racconto di tutte quelle notizie fornitegli dal padre che ha vissuto le varie battaglie anche a fianco del sergente Riccardi, decorato di medaglia di bronzo proprio per l’atto di eroismo avvenuto nella battaglia di Montegranale che portò alla liberazione di Jesi.

Un racconto appassionante, vissuto con silenzio, partecipazione e interesse dai presenti: una rievocazione che si è conclusa con l’immancabile “Viva l’Italia”.

Sedulio Brazzini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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