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Jesi Albero di Natale artificiale, per ora si accendono solo le polemiche

Daniele Massaccesi (Jesiamo): «È brutto, le tradizioni non sono tutte da buttare via, sono da preservare», e il Catafalchio del 2018? «Brutto pure quello»

Jesi – Si accende il Natale ma, guarda un po’, non senza polemiche. Quest’anno, infatti, l’albero di Natale ha cambiato volto e posizione, migrando da Piazza Colocci a Piazza Pergolesi, in una veste inedita e controversa: un albero artificiale in plastica, attraversabile grazie a un mini tunnel ricavato alla base.

Una scelta che ha suscitato già dalla prima apparizione, domenica scorsa, un acceso dibattito, in quanti non la condividono ma anche da parte dell’opposizione.

Ed è stato proprio Daniele Massaccesi, ex presidente del Consiglio comunale ora segretario dell’associazione Jesiamo che esprime uno dei gruppi consiliari civici, tra i primi a criticare la nuova installazione arborea.

«È brutto, mancano le luci ma sarà brutto anche con quelle – afferma perentorio -, le tradizioni non sono tutte da buttare via, sono da preservare».

«Abbiamo abbattuto tutto in nome di non si sa che cosa. Anche a me piacciono le cose un po’ originali, particolari, ma se uno le fa le deve fare bene. Se l’originalità comporta una cosa brutta come quello è meglio non farla e devo dire che la mia posizione in merito non è dettata dal fatto che sono all’opposizione, potrebbe essere stata una scelta di un Sindaco a me amico, direi comunque: guarda, hai fatto una porcheria».

Daniele Massaccesi non si limita all’estetica, ma solleva dubbi anche sulla coerenza della scelta.

«Se si voleva essere ecologici, non si rispetta certo l’ambiente utilizzando plastica. E poi, come si può parlare di ecologia quando la stessa Amministrazione avalla progetti come l’impianto Edison, che di ecologico non ha nulla? Un po’ di coerenza non guasterebbe».

Non è la prima volta che l’albero di Natale crea problemi, e anche la passata Amministrazione, quando Massaccesi rappresentava la maggioranza, questa era stata esposta a critiche.

Come dimenticare, infatti, il Catafalchio – come fu soprannominato – del 2018, eretto in Piazza della Repubblica, struttura rettangolare che di albero natalizio non aveva nessuna lontana sembianza.

Il Catafalchio del 2018 in Piazza della Repubblica

«Avevo visto l’originale in foto, l’idea era molto bella, la realizzazione devo dire era una cosa nuova, certo usciva dal solito albero, era un’idea particolare. La realizzazione tanto squadrata, onestamente era brutta, è vero. Però mi hanno detto che aveva avuto grande successo sui social». Forse perchè, come allora si disse, assomigliava non poco al Mausoleo di Lenin. De gustibus…

La scelta dell’albero artificiale, secondo l’assessore all’ambiente Alessandro Tesei, è espressione di sostenibilità.

«Non volevamo incrementare l’abbattimento di alberi – ci aveva detto – e questa soluzione, pur non avendo la bellezza di un abete vero, rappresenta un passo avanti. Se in futuro ci saranno alternative migliori, le valuteremo».

Daniele Massaccesi punta anche sul valore simbolico dell’albero di Natale, come elemento della memoria collettiva.

«Certe tradizioni non sono solo estetica, ma un legame con la nostra identità – ribadisce -. Cambiarle senza una visione chiara significa allontanarsi da ciò che rende il Natale un momento speciale per tutti».

Jesi, dunque, affronta un Natale diverso, segnato dal dibattito tra chi accoglie il cambiamento e chi difende le tradizioni. L’albero di Piazza Pergolesi, con il suo tunnel attraversabile e la sua struttura artificiale, rappresenta una nuova visione, ma anche un terreno di scontro.

Per ora la città si appresta a illuminarsi e si prepara alle festività. Ma l’albero, simbolo per eccellenza del Natale, resta al centro di un dibattito che va ben oltre le luci e le decorazioni. Tradizione o innovazione? A Jesi il Natale di quest’anno sembra voler cercare un equilibrio che ancora non convince del tutto.

E, a proposito di alberi di Natale, che fine ha fatto quello a led che nelle ultime fugaci apparizioni si elevava in Piazzale San Savino?

Dovrebbe riposare in un magazzino comunale in non buone condizioni sì, ma non critiche.

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