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Cronaca

Jesi Centro islamico al Viale, Grassetti: «C’è un problema di quieto vivere»

Il consigliere di FdI, in Consiglio comunale: «Troppo affollamento e chiasso a tutte le ore», il vice sindaco Samuele Animali: «State strumentalizzando una semplice questione di buon vicinato»

JesiChiasso, affollamento e disturbo della quiete sono alcune delle problematiche di vicinato segnalate dai residenti di via Garibaldi che abitano nelle immediate vicinanze della sede di un nuovo centro islamico, aperto da poco in Viale della Vittoria, dove si registrano l’amplificazione di preghiere a tutte le ore del giorno, dalla mattina presto fino a tarda notte, schiamazzi dei bambini e sovraffollamento di bici sul marciapiede, oltre alla difficoltà di trovare parcheggio viste le numerose frequentazioni.

A sollevare il malcontento dei residenti il consigliere Antonio Grassetti, Fratelli d’Italia, durante l’ultimo Consiglio comunale.

«Premesso che non è nostra intenzione farne una questione di cultura, nazionalità o religione, converrete con me che sentire una litanìa di preghiera alle 4.30 di mattina o a tarda sera, indipendentemente dalla religione che si sta professando, arreca disturbo al vicinato che ha già segnalato più volte a istituzioni, Polizia Locale, Ast e Vigili del Fuoco, le criticità presenti nel quartiere dopo l’insediamento del nuovo Centro islamico».

«All’interno del centro infatti, le preghiere avvengono per 5 volte al giorno e si intensificano nel periodo del Ramadan, spesso utilizzando strumenti di amplificazione, e la conformazione del luogo non aiuta, creando una sorta di effetto anfiteatro per chi abita in via Garibaldi».

«Il centro è caratterizzato anche da un afflusso eccessivo di fedeli con conseguente sovraffollamento di auto e bici sui marciapiedi creando difficoltà di parcheggio e soste irregolari sugli stalli per disabili, difficoltà anche nell’attraversare il marciapiede».

«Nel pomeriggio tra l’altro il centro si trasforma in una sorta di asilo per bambini dove questi ultimi giocano rumorosamente e senza controllo, l’afflusso dei parenti che li portano e li riprendono creano le stesse problematiche dell’affollamento dei fedeli».

«All’interno dell’edificio è stata installata una canna fumaria, presumibilmente di una stufa a pellets, proprio all’altezza delle finestre degli edifici circostanti e gli abitanti sono costretti a chiudere gli infissi in concomitanza dei tempi di attivazione del riscaldamento», ha aggiunto il consigliere segnalando anche la presenza di una telecamera fuori dall’edificio, che risulterebbe irregolare.

Sulla questione la risposta del vice sindaco Samuele Animali.

«State strumentalizzando la vicenda quando si tratta semplicemente di questioni di vicinato, sono d’accorso sul fatto che le regole di convivenza valgono per tutti e la salvaguardia della quiete vada tutelata ma vanno trattate come equilibri di convivenza con il vicinato, sono 13 i residenti che hanno contattato l’Amministrazione per segnalare la situazione, non si tratta di una vera e propria petizione ma sono comunque rilevati e meritano attenzione».

«Per rispondere pedissequamente alle criticità sollevate, per quanto riguarda la situazione dei parcheggi la Polizia Locale effettuerà i dovuti controlli, mentre per l’affollamento delle biciclette potrebbe essere utile installare una rastrelliera, la canna fumaria invece non ci risulta collegata a nessuno impianto e la telecamera non c’è».

«Sugli schiamazzi dei bambini non si può affermare che il Centro diventi un asilo, non ci sono bambini così piccoli, ma piuttosto un doposcuola e una scuola di lingua, quanto alle preghiere a tutte le ore, è ovvio che si debba conciliare con le esigenze degli altri abitanti, ma vi ricordo che l’articolo 19 della Costituzione garantisce la libertà di preghiera».

Non soddisfatto della risposta il consigliere Antonio Grassetti ha sollecitato l’Amministrazione comunale a prendere provvedimenti quanto prima.

«Mi aspettavo uno scambio costruttivo, sono convinto che nel rispetto della quiete di tutti ci si debba attivare. Lei ha citato la Costituzione ma le ricordo che l’articolo 660 del Codice Penale sanziona chi disturba il riposo delle persone».

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