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Cronaca

JESI / Costi gestione rifiuti, siamo il Comune più virtuoso delle Marche

Esborso pro capite più basso fra quelli con più di 20 mila abitanti

JESI, 18 aprile 2021 – «Nello studio sui costi di gestione dei rifiuti pubblicato dal Ministero delle Finanze e dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Jesi si conferma ancora una volta il Comune più performante per efficienza delle Marche tra quelli con più di 20 mila abitanti, ovvero con il costo pro capite più basso in assoluto». Così il Comune. E siamo andati a vedere.

La somma dei costi comprende il servizio di spazzamento delle strade (manuale e meccanico), la raccolta dei rifiuti porta a porta e lo smaltimento degli stessi, ovvero il conferimento in discariche o consorzi.

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«La ragione di questo risultato sta nella fortissima attenzione nella gestione del personale – ha spiegato il presidente di JesiServizi, Salvatore Pisconti –, abbiamo aumentato le aree di competenza ma senza aumentare il numero di lavoratori, e limitiamo il numero di soggetti nelle aree amministrative e non produttive, e all’uso quotidiano attento e parsimonioso delle attrezzature».

«Un plauso a chi gestisce ed eroga questi servizi, alle maestranze puntuali e al gioco di squadra fra Comune, JesiServizi e cittadini. Ci vogliono anni per costruire un equilibrio di questo tipo».

Salvatore Pisconti, presidente di JesiServizi

Nel 2013 la raccolta differenziata a Jesi era al 65%, oggi siamo al 73%

Un grande gesto per l’ambiente, ma anche un significativo abbattimento dei costi: meno rifiuti in discarica significa meno spese.

La nostra percentuale di raccolta differenziata supera il benchmark di riferimento da circa 7 anni, al di sotto del quale gravano sulle bollette delle eco tasse. Ed è un trend che migliora ogni anno.

Ma si può e si deve ancora migliorare: Jesi produce ancora 6.500 tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno. Di questi, almeno il 30% è costituito da plastica che potrebbe invece essere differenziata.

«I nostri rifiuti organici, 3 mila tonnellate all’anno, li portiamo in Emilia Romagna, perché qui manca un biodigestore. Se lo avessimo più vicino, inquineremmo meno, sottolinea Pisconti.

Quanto alle isole ecologiche smart installate in via sperimentale, è ancora prematuro poter tirare le somme.

Una soluzione, comunque, più funzionale all’estetica e al decoro urbano. A portare vantaggi dal punto di vista ambientale e della gestione dei rifiuti, sarà probabilmente la profilatura del conferito, che permetterà di premiare i cittadini virtuosi.

(e.o.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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