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Cronaca

JESI / Di Francisca ospite alla “Borsellino”: «Campionessa esempio per gli studenti»

Primaria Borsellino di Jesi, premiazione con Elisa di Francisca

Elisa, in seconda dolce attesa, alla premiazione del progetto “Jesi-Tokyo passando per le città delle Olimpiadi”, vincitrice la classe 1E, prima a tagliare il traguardo

JESI, 27 aprile 2021 – Si è svolta questa mattina la premiazione del progetto “Jesi-Tokyo passando per le città delle Olimpiadialla scuola secondaria di 1° grado “Borsellino” (ex Savoia) di Corso Matteotti, ospite d’onore la campionessa olimpionica Elisa di Francisca, in dolce seconda attesa. L’obiettivo del progetto un giro virtuale partendo da Jesi fino ad arrivare a Tokyo, da percorrere a piedi, correndo o in bici. Un’iniziativa importante che, soprattutto in un periodo di chiusura come quello finora subito, ha permesso agli studenti di riscoprire i benefici dell’attività all’aria aperta sulla salute psicofisica.

«L’idea è nata l’anno scorso durante il primo lockdown – racconta la professoressa Laura Bigi – cercando in rete nuovi spunti in merito alle attività da fare in Dad. Un collega di Bergamo ha iniziato questo progetto, visto che l’hanno scorso dovevano esserci i Giochi di Tokyo 2020. Mi è piaciuto tantissimo e quest’anno l‘ho proposto ai ragazzi».

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Altre scuole hanno risposto all’idea che si è poi diffusa rapidamente in quasi tutte le Marche.

«Ognuno di loro era libero di scegliere la modalità attraverso cui partecipare – continua la professoressa – e ho voluto personalizzarlo dando loro dei bonus: se ad esempio coinvolgevano i loro nonni, genitori o fratelli, i chilometri venivano raddoppiati. Oppure se si comportavano bene in palestra davo loro cento chilometri. Diversi ragazzi praticano sport agonistico e così durante l’anno hanno continuato a fare allenamento, anche in questo caso ogni ora corrispondeva a un chilometro in più».

 Per arrivare a destinazione ce ne sono voluti ben 14mila e 700. Il percorso è stato suddiviso in tappe: partendo da Jesi per poi raggiungere tutte le città delle Olimpiadi come Roma, Parigi, Monaco, Berlino, Pechino fino ad arrivare a Tokyo. La prima classe che è riuscita a tagliare il traguardo, a 15mila chilometri, è stata la 1E della scuola Borsellino. Poi a seguire la 1B, che ha dovuto fermarsi a causa di una sopraggiunta quarantena, 2B e 3B.

«Volevo ringraziare la presenza di Elisa di Francisca – commenta la dirigente scolastica Sabrina Valentini – sono una sua fan e sono veramente onorata che sia qui. Lei è un esempio e un modello positivo per i ragazzi, che possono imparare dai campioni l’allenamento, la costanza, il sacrificio, la pratica quotidiana ed è anche quello che noi cerchiamo di insegnare ogni giorno a scuola. Quando sale sul podio e combatte, lo fa con un avversario che a sua volta ha dovuto prepararsi mettendo lo stesso impegno. Per vincere lei ha dimostrato di avere quel qualcosa in più: passione, talento e soprattutto intelligenza».

Intervenuto all’incontro anche l’assessore allo sport Ugo Coltorti che ha commentato l’allentamento delle restrizioni: «Occorrerà stare più attenti di prima, per non ritornare in Dad perché nella libertà poi ci si dimentica di quello che abbiamo passato».

La parola è poi andata agli alunni i quali hanno rivolto, a turno una loro domanda, alla campionessa di fioretto.

«Ho iniziato a fare scherma a 7 anni – racconta Elisa di Francisca rispondendo alla prima domanda di un alunno – venivo dalla danza classica. Ho voluto provare questo sport, che può sembrare uno sport maschile ma che va benissimo anche per le donne. Appena entrata nella sala di scherma non abbiamo cominciato subito con il fioretto, solo dopo un anno l’ho preso in mano e mi sono messa in guardia come si suol dire. All’inizio ho stretto amicizia con gli altri bambini e bambine, giocavamo a pallavolo, a ruba bandiera, andavamo a Tabano a rubare l’uva ai contadini e piano piano mi sono innamorata di questo sport. Ma anche perché all’interno della palestra avevo degli amici, socializzavo».

Primaria Borsellino di Jesi, premiazione con Elisa di Francisca

Da piccola che progetti avevi per il futuro?

«Quando ero piccola non avevo progetti reali per il futuro ma sapevo quello che volevo diventare. Mi piaceva stare in mezzo alla gente, soprattutto volevo fare qualcosa che mi facesse anche divertire e non solo impegnare».

Primaria Borsellino di Jesi, premiazione con Elisa di Francisca

L’incontro più significativo?

«La prima gara che ho vinto, a Rimini quando avevo 12 anni e facevo la seconda media. C’era ancora il maestro Triccoli, colui che ha fondato il Club Scherma Jesi. Ha imparato questo sport nei campi di concentramento, la scherma l’ha salvato e l’ha riportata qui in città. Ha allenato Giovanna Trillini , Valentina Vezzali, Stefano Cerioni… quella è stata la gara più importante perché mi ha fatto capire che potevo vincere, potevo far bene e continuare ad essere forte».

Cora Ceccarelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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