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JESI / EX SADAM: «BONIFICA AL PALO, QUALE SEDE PER IL BIODIGESTORE?»

Ex Sadam Jesi

Interrogazione della consigliera comunale Agnese Santarelli, la collocazione dell’impianto ancora un rebus

JESI, 17 dicembre 2019 – Aveva infiammato il dibattito politico questa estate la decisione di ospitare il biodigestore nel territorio comunale di Jesi. Dopo la votazione che ha visto favorevole e compatta la maggioranza, e l’uscita dall’aula dell’opposizione (esclusa Forza Italia, ndr), la collocazione dell’impianto di trattamento dell’umido era rimasta un rebus.

Agnese Santarelli Jesi in Comune

Agnese Santarelli

Dopo l’insorgere dei residenti della Coppetella, il primo cittadino aveva ufficialmente parlato dell’area ex Sadam, voce che circolava già da tempo. Ma a che punto è la bonifica dell’area che ospitava lo zuccherificio?

A chiederlo al prossimo Consiglio comunale è la consigliera Agnese Santarelli, Jesi in Comune-Laboratorio Sinistra: «È vero che la bonifica non sia stata ancora completata come previsto dal Regolamento CE? Quali sono quindi i provvedimenti che  si intendono adottare in virtù della possibile realizzazione del biodigestore?».

La Eridania Sadam spa è proprietaria di un’area di circa 420 mq nel territorio del Comune di Jesi. proprio qui sorgeva lo stabilimento dello zuccherificio che occupava, prima della chiusura, 172 dipendenti fissi (impiegati e operai) e circa 300 avventizi stagionali.

Nel 2010-2011 è stato siglato un accordo di riconversione produttiva sottoscritto da Regione Marche, Provincia di Ancona, Comune di Jesi, Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori e Eridania Sadam spa che prevedeva il mantenimento dei 143 posti di lavoro dell’epoca e che stabiliva, tra l’altro, che “in considerazione delle criticità ambientali presenti sull’ara Aerca (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale, ndr), contestualmente alla presentazione formale del progetto di riconversione, l’Azienda si impegna a concertare con regione ed enti locali la realizzazione di un impianto boschivo finalizzato a un ulteriore contenimento delle emissioni in atmosfera”.

La consigliera evidenzia inoltre che «il Regolamento (CE) n. 320/2006 del Consiglio del 20 febbraio 2006 prevede che per aversi il completo smantellamento degli impianti di produzione è richiesto “il ripristino di buone condizioni ambientali nel sito dismesso e l‘agevolazione del reimpiego della manodopera».

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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